giovedì 11 novembre 2010

Jesi, "Madama Butterfly" inaugura la Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi


"Madama Butterfly" di Giacomo Puccini inaugura la 43esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, venerdì 12 novembre alle ore 21 con un’anteprima giovani giovedì 11 ore 16 e due repliche il 13 ore 21 ed il 14 ore 16



Protagonista il soprano russo Liudmila Slepneva, regia Fabio Ceresa, direttore d’orchestra Nicola Marasco. Dopo Jesi, l’opera andrà in scena a Fermo e a Brindisi.

Il cartellone lirico jesino prosegue il 27 e 28 novembre con Il trovatore di Giuseppe Verdi, e con il dittico Pomme D’Api e Monsieur Choufleuri restera chez lui le… di Offenbach, il 18 e 19 dicembre con anteprima giovani il 17 dicembre.



Madama Butterfly di Giacomo Puccini, tragedia giapponese in due atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa dal dramma Madame Butterfly di David Belasco, inaugura venerdì 12 novembre alle ore 21 la 43ª stagione lirica di tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi. Repliche sabato 13 novembre alle ore 21 e domenica 14 novembre alle ore 16, con un’anteprima giovani riservata agli studenti che si terrà giovedì 11 novembre alle ore 16.

L’opera è frutto di una coproduzione tra la Fondazione Pergolesi Spontini, Teatro dell'Aquila di Fermo dove verrà rappresentata il 20 e 21 novembre, e Fondazione Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con recite il 4 e 5 dicembre, in collaborazione con Scuola dell’Opera di Bologna e Progetto Sipario. L’allestimento è della Fondazione del Teatro Comunale di Bologna.

Regia e direzione d’orchestra sono affidati a due giovani: Nicola Marasco alla guida dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, e Fabio Ceresa alla regia. Le scene sono di Giada Tiana Claudia Abiendi, i costumi di Massimo Carlotto, il Coro Lirico Marchigiano Bellini è diretto da Davide Crescenzi.


Protagonista nel ruolo di Cio-Cio-san è il soprano russo Liudmila Slepneva (12/14.11.), che si alterna alla giapponese Jasko Sako (13.11). Suzuki è Rosa Bove (12/14 nov) ed Elena Bresciani (13.11), Franklin Benjamin Pinkerton è Valter Borin (12/14.11) e Giuseppe Varano (13.11), il Console Sharpless è Marcello Rosiello (12/14.11) e il coreano Jootaek Kim (13.11). Nella compagnia di canto sono inoltre Miriam Artiaco (Kate Pinkerton), Paolo Cauteruccio / Roberto Jachini Virgili (Goro), Mattia Olivieri / Giampiero Cicino (Principe Yamadori e Commissario imperiale), Dario Russo (lo zio Bonzo), Roberto Gattei (Yakusidè), Alessandro Pucci (L’Ufficiale del registro), Mariangela Marini (La madre di Cio-cio-san), Marta Torbidoni (La zia), Inna Savchenko (La cugina). Il figlioletto di Butterfly è interpretato dal piccolo Nicholas Graham.


Il libretto scritto da Giuseppe Giacosa e Luigi Illica trae ispirazione dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long del 1898 e dall’omonimo dramma di David Belasco. Puccini vi lavorò dall'estate del 1901 al dicembre 1903, per andare in scena il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala di Milano. L’opera venne fischiata e costrinse il compositore a rimettere mano alla partitura, che venne finalmente applaudita il 28 maggio dello stesso anno al Teatro Grande di Brescia.


Sul palcoscenico jesino la parabola tragica di Butterfly, che da giovane fanciulla si trasforma ben presto in donna matura, scenicamente si traduce in un grande labirinto, dove la farfalla-Butterfly rimane imprigionata. Il forte cromatismo caratterizza l’intero spettacolo, a marcare in modo netto i sentimenti dei protagonisti. Spiega il regista Fabio Ceresa: “Cio Cio San e Pinkerton si trovano a incarnare gli opposti dello spirito e della materia. L’oceano pacifico che divide le due civiltà è il centro nevralgico del dramma: tutta l’incisività del testo nasce dal tentativo di attraversare il mare, di legare in un unico nodo due mondi che non potrebbero essere concettualmente più lontani”. La casa di Butterfly, al centro della scena, è “una sorta di tempio tradizionale giapponese circondato dall’acqua. Nel secondo atto, la struttura della casa si scompone per formare un canneto, un giardino incolto, sospeso. Nel terzo atto la struttura centrale, scarnificata, rimane da sola al centro dello spazio, completamente circondata dall’acqua, in una struggente solitudine che presagisce il suicidio finale”.



Il secondo titolo in cartellone, sabato 27 novembre ore 21 e domenica 28 novembre ore 16, è Il trovatore di Giuseppe Verdi, dramma in quattro parti di Salvatore Cammarano dal dramma El Trovador di Antonio Garcìa-Gutiérrez. L'opera è proposta in un allestimento di successo, quello di Ravenna Festival 2003, per una nuova coproduzione tra Fondazione Pergolesi Spontini, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro dell'Aquila di Fermo, Teatro Rendano di Cosenza, Teatro Comunale di Ferrara, Teatro di Pisa. Regia e ideazione scenica sono di Cristina Mazzavillani Muti, che propone una lettura moderna ma con continui riferimenti alla tradizione dell’opera, e l’uso di tecnologie multimediali innovative come l'applicazione dell'immagine virtuale e la spazializzazione sonora.


I costumi sono di Alessandro Lai, visual director è Paolo Micciché, immagini fotografiche di Enrico Fedrigoli, luci di Vincent Longuemare, progetto spazializzazione dei suoni a cura di Alvise Vidolin ripreso da BH Studio. Nicola Paszkovski dirige l’Orchestra giovanile “Luigi Cherubini”. Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza è diretto da Corrado Casati. Cantano Antonio Coriano / Piero Pretti (Manrico), Simge Büyükedes / Anna Kasyan (Leonora), Dario Solari / Alessandro Luongo (Conte di Luna), Anna Malavasi / Clara Calanna (Azucena), Deyan Vatchkov / Luca Dall’Amico (Ferrando), Laura Baldassari (Ines), Giorgio Trucco (Ruiz, e un messo).


L’azione è collocata in una terra di nessuno lunare e nebbiosa da dove emergono rugginosi ruderi industriali, ed in cui le immagini si sovrappongono in una stratificazione onirica di agitate visioni. Come in un racconto popolare tramandato oralmente, la vicenda si dipana in un tempo-senza-tempo che senza soluzione di continuità va dal 1400 ai giorni nostri. Spiega la regista Cristina Mazzavillani Muti: “Una zingara sul rogo, un bambino rapito e un altro, bruciato, per vendetta e per sbaglio; un amore grande, assoluto, e un altro rabbioso, non corrisposto; una donna-angelo pronta al sacrificio estremo; e due fratelli uniti dal sangue e dall'odio e dall'amore divisi; e una figlia e poi madre, zingara o strega, che ama e che odia; e duelli e battaglie e ancora il fuoco in cui leggere e confondere passato e futuro; e il destino per tutti implacabile, avverso. È qui, tra le pieghe di questa improbabile e caotica galleria di figure e di eventi che germoglia, implacabile anch'essa, l'efficacia del Trovatore”.



Il dittico Pomme D’Api e Monsieur Choufleuri restera chez lui le… di Jacques Offenbach, da sabato 18 dicembre ore 21 al Teatro Pergolesi, è proposto nell’allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini e della Fondazione del Teatro Comunale di Bologna in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Festival della Valle d’Itria - Centro Artistico Musicale Paolo Grassi, Fondazione Teatro Due di Parma, Scuola dell'Opera Italiana e lo IUAV di Venezia. Replica domenica 19 dicembre ore 16, anteprima giovani venerdì 17 dicembre ore 16.


Salvatore Percacciolo dirige l’Orchestra del Progetto Sipario, la regia è a cura di Stefania Panighini, scene Giada Tiana Claudia Abiendi e Lucia Ceccoli, costumi Massimo Carlotto e Manuel Pedretti. Nella compagnia di canto sono: per Pomme d’Api, Anna Maria Sarra (Catherine), Mattia Campetti (Rabastens) e Mattia Olivieri (Monsieur Choufleuri); per Monsieur Choufleuri restera chez lui le…, Anna Corvino (Ernestine), Francisco Brito (Babylas), Mattia Olivieri (Monsieur Choufleuri), Roberto Jachini Virgili (Petermann), Mert Songu (Balandard) e Inna Savchenko (Madame Balandard).


Offenbach – come spiega la regista Stefania Panighini – “era un musicista fortemente ancorato alla sua epoca. La sua musica era uno specchio deformante (ma neanche troppo) per chi sedeva in platea: una critica sottile ed ironica del bel mondo parigino di quegli anni, lanciata attraverso la musica”.


Ne è un chiaro esempio l’operetta in un atto Pomme D’Api composta su testi di Ludovic Halévy e William Busnach. L’operetta debuttò a Parigi nel 1873. La protagonista è una domestica, Caterina, soprannominata Pomme d’Api, al servizio dell’anziano e celibe Rabastens con un debole per il gentil sesso. Egli obbliga il nipote Gustave a rinunciare alla sua amata che, volere del caso, è proprio Caterina. Ne nasce una serie di equivoci che si scioglieranno con l’immancabile lieto fine.

Una graffiante satira sull’arrivismo borghese è Monsieur Choufleuri restera chez lui le…, operetta buffa su libretto del Duca de Morny (sotto lo pseudonimo di M.de St.Remy) a cui collaborarono anche Ludovic Halévy, Hector-Jonathan Crémieux e Erneste L’Élpine. L’operetta venne rappresentata per la prima volta in forma privata a Parigi il 31 maggio 1861 alla presenza di Napoleone III. La prima rappresentazione per il pubblico ebbe luogo al Théâtre des Bouffes Parisiens di Parigi il 14 Settembre 1861. Protagonista è Monsieur Cloufleuri, ricco “parvenu”, il quale invita la crème parigina a una serata musicale privata nel suo salotto borghese, arredato con pessimo gusto. Astri della serata i cantanti famosi Enrichetta Sontag, Giovanni Battista Rubini e Antonio Tamburini, tre star in carne ed ossa dell’opera italiana. I quali, però, si danno malati all’ultimo momento. La figlia di Cheufleuri, Ernestine, salva la serata impersonando la Sontag, con il suo innamorato Babylas nelle vesti di Rubini e Choufleuri travestito da Tamburini. L’inganno si rivela un successo: gli invitati sono impressionati dai grandi cantanti italiani e Choufleuri, per ringraziare il giovane innamorato, gli concede la mano della figlia.



La 43ª stagione lirica del Teatro Pergolesi di Jesi, organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini guidata dall’Amministratore Delegato William Graziosi e del Direttore Artistico Gianni Tangucci, gode del finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche (Assessorato Beni e Attività Culturali), della Provincia di Ancona, del sostegno dello sponsor principale Banca Marche, dei privati riuniti nel raggruppamento Art Venture (Gruppo Pieralisi, Leo Burnett Italia, Moncaro, New Holland-Gruppo Fiat, S.E.DA., Starcom Italia), della Camera di Commercio di Ancona e della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.





Biglietti:

MADAMA BUTTERFLY / IL TROVATORE

Platea. Intero: € 65 (Ridotto Coop e Banca Marche: € 60; gruppi: € 60)

Palchi Centrali – posti di parapetto. Intero: € 60 (Ridotto età: € 55; gruppi: € 55)

Palchi Centrali – posti dietro. Intero: € 50

Palchi Laterali – posti di parapetto. Intero: € 45 (Ridotto tessere: € 40; gruppi: € 40)

Palchi Laterali – posti dietro. Intero: € 25

Loggione. € 12

POMME D'API/MONSIEUR CHOUFLEURI RESTERA CHEZ LUI LE...

Platea. Intero: € 35 (Ridotto Coop e Banca Marche: € 30; gruppi: € 30)

Palchi Centrali – posti di parapetto. Intero: € 30 (Ridotto età: € 25; gruppi: € 25)

Palchi Centrali – posti dietro. Intero: € 25

Palchi Laterali – posti di parapetto. Intero: € 20 (Ridotto tessere: € 18; gruppi: € 18)

Palchi Laterali – posti dietro. Intero: € 15

Loggione. € 12



LAST MINUTE: da un'ora prima dell'inizio dello spettacolo tutti i biglietti ancora disponibili saranno venduti metà prezzo (loggione escluso)





INFORMAZIONI

Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi

Piazza della Repubblica, 9 – 60035 JESI (AN)

orario di apertura: dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30 – festivi e lunedì chiuso

tel. +39 0731 206888 +39 0731 206888 fax + 39 0731 224105

e-mail: biglietteria@fpsjesi.com

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