mercoledì 20 aprile 2011

Ancona, ultimo appuntamento con la rassegna OFF/Side - Teatro del Presente. Sarà presentato lo spettacolo "Tre studi per una crocefissione"


Giunge a conclusione la seconda edizione di OFF/side – teatro del presente, progetto curato dalla Compagnia Vicolo Corto di Ancona in collaborazione con il Teatro Stabile delle Marche – Fondazione Le Città del Teatro e AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune e della Provincia di Ancona.

Off/Side – Teatro del Presente è una rassegna di teatro che nasce da una domanda: che cos’è il teatro off? Le risposte possono essere innumerevoli: è il teatro dei circuiti alternativi, è il teatro emergente, è il teatro che non si fa a teatro? Questo termine difficilmente rientra in una definizione precisa e viene recepito in maniera diversa dal pubblico. Ognuno ha la propria idea sul “teatro off”.
Con questa seconda edizione emerge ancora con più forza la volontà di creare una stagione di teatro contemporaneo ampia e articolata, che porti con se l'entusiasmo e l'esperienza maturata in questi cinque anni dalla compagnia Vicolo Corto nella gestione dell’Hangar CultLab.

Ultimo appuntamento e grande attesa mercoledì 27 aprile per un vero e proprio artista Danio Manfredini che porta negli spazi della Mole Vanvitelliana, per la prima volta nelle Marche, uno dei suoi più longevi e famosi spettacoli “Tre studi per una crocefissione”.

Autore, attore e regista con trent’anni di attività teatrale alle spalle Danio Manfredini, dopo l’esperienza con l’argentino César Brie, ha continuato a lavorare nell’ambito dei centri sociali facendo del suo teatro una forma di comunicazione e denuncia di quella parte dell’umanità che vive “ai margini” e che soffre nel suo isolamento. Le sue opere ci raccontano con delicatezza e sofferenza, ma anche con un po’ di ironia, storie di diversità e di sconfitta. Vincitore del Premio Ubu nel 1989 con Miracolo della rosa e nel 1999 con Al presente, l’animus del suo impegno artistico e sociale è rinvenibile in Il sacro segno dei mostri del 2007, spettacolo che apre una finestra da cui spiare la realtà dei malati di mente, un mondo ben conosciuto dall’attore che da anni insegna pittura in un ospedale psichiatrico di Milano. Spesso l’autore prende spunto proprio dalla pittura, arte che meglio di qualsiasi altra traduce la sensazione in immagine, ed infatti i suoi spettacoli mostrano quelle che lui stesso chiama “visioni interne”: sono personaggi la cui realtà interiore “vive” in scena. Lo spettatore non può fare altro che com-partecipare alla loro solitudine, alla loro condizione di disagio ed emarginazione provando una sorta di umana impotenza di fronte al loro dolore.
Tre studi per una crocifissione è uno spettacolo su cui lavora dal 1992, tra rielaborazioni e perfezionamenti, ispirato all’omonimo quadro del pittore inglese Francis Bacon, che propone tre immagini di corpi sofferenti con un’analisi lucida e spietata della condizione umana. Manfredini ci mostra tre soggetti marginali accomunati dalla loro solitudine, dal loro stato di abbandono e di degrado, dal loro bisogno di affetto e di contatto con l’altro, dall’impossibilità e contemporaneamente dalla vana speranza che ciò possa ancora accadere. La mutilazione, frequente nelle figure dei dipinti di Bacon, trova la giusta espressione nella fisicità “precaria” dei personaggi interpretati dall’attore, una instabilità dovuta ad uno stato di degenerazione soprattutto psichico - emotiva.
Il primo monologo è il frutto dell’esperienza vissuta dallo stesso autore a contatto con i pazienti dei centri in cui opera: grande attenzione viene rivolta alla postura, gestualità e modalità di parlare tipica di questo malato, come anche ai suoi “viaggi mentali” sconclusionati e spesso visionari. Interessante notare come il personaggio alterni alle sue divagazioni, che esprimono ossessioni e paure, discorsi in versi e citazioni colte.
Il secondo soggetto racconta di un transessuale ed è ispirato ad un personaggio di Un anno con tredici lune di Rainer Werner Fassbinder: anche questo, allo stremo delle forze, fa i conti con una vita di maltrattamenti, separazioni e assenze. L’attore fa sentire gli spettatori come intrusi, ascoltatori di un dramma troppo intimo e personale che possono guardare solo da molto lontano.
L’ultimo pezzo è tratto dal monologo di Bernard-Marie Koltès “La notte poco prima della foresta”: qui un emigrato, esausto per il suo vagabondare, è semplicemente alla ricerca di un interlocutore al quale parlare della sua rabbia, della sua sofferenza e della sua difficoltà ad integrarsi.

Gli spettacoli si svolgeranno al Teatro Studio alla Mole Vanvitelliana e avranno inizio alle ore 21.30. Costo del biglietto 15,00 €.




Per informazioni e prenotazioni:
Compagnia Vicolo Corto/Hangar CultLab
328 7908884
349 6764233
www.vicolocorto.it
compagnia@vicolocorto.it

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