lunedì 22 novembre 2010

Ascoli Piceno, Ornella Muti a teatro con “L'ebreo” di Gianni Clementi


Diva ed icona italiana di bellezza, Ornella Muti alla sua prima esperienza teatrale, sarà in scena - insieme a Duccio Camerini e Mimmo Mancini diretti da Enrico Maria Lamanna - mercoledì 24 e giovedì 25 novembre al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno con “L'ebreo” di Gianni Clementi



Lo spettacolo – proposto ad Ascoli nell’ambito della stagione promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ascoli e dall’AMAT con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e realizzata in collaborazione con la Regione Marche e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con la partnership di Pfizer Global Manufacturing - Stabilimento di Ascoli Piceno – sarà in scena nelle Marche anche a Pesaro (Teatro Rossini) il 26, 27 e 28 novembre, ad Osimo (Teatro La Nuova Fenice) il 7 febbraio e a Fabriano (Teatro Gentile) l’8 e 9 febbraio.


L’Ebreo è un testo che sviscera le miserie striscianti sotto la pelle dell’umanità con un linguaggio diretto ed efficace. Piccola storia di una coppia travolta da un evento tanto temuto quanto atteso, L'Ebreo è l’apologia della meschinità umana. Giovanni Clementi, bravo drammaturgo e maestro nell'uso del romanesco, con questa sua opera ha vinto il Premio Siae.Agis.Eti "per la simbiosi perfetta fra il tema, storicamente importante, ed il linguaggio teatrale diretto ed efficace, sottolineando la drammatica attualità dell’argomento".

“Era un po’ che io e Gianni – scrive Enrico Maria La Manna nelle note allo spettacolo - ci inseguivamo: quel suo saper raccontare storie, semplicemente storie, quel suo amore verso il dialetto romano, alzato finalmente a lingua, erede di Monicelli, Risi, ma ancor più di Age e Scalpelli e di Suso Cecchi D’Amico. E così io che amo la drammaturgia contemporanea resto folgorato da Gianni e parto con L’Ebreo.”

Era l’anno della nevicata a Roma, quella del ’56, anno in cui prende corpo la storia de L’Ebreo, premio Siae-Eti-Agis 2007, un dramma dal cuore di tenebra, che sfrutta il potenziale poetico e drammaturgico del dialetto romanesco per una delle pagine più cupe del nostro recente passato. Ma è anche un testo che indaga le pieghe dell’anima e mette a fuoco il grado di aberrazione che un essere umano può raggiungere pur di non rinunciare ai privilegi acquisiti. Negli anni ’40, con l’entrata in vigore delle leggi sulla discriminazione razziale emanate dal regime fascista, molti ebrei, presagendo un destino incerto, avevano pensato di mettere al riparo i loro beni da presumibili espropri, intestando le proprietà a prestanome fidati di razza ariana. Marcello Consalvi, al tempo oscuro ragioniere, è uno dei fortunati beneficiari; il suo Padrone, infatti, gli ha intestato tutte le proprietà. Insieme alla moglie Immacolata è entrato in possesso di un palazzo e di alcuni negozi, di cui si gode i frutti dalla tragica retata del 1943 nel ghetto di Roma. La ricca coppia, che vive ormai negli agi e in uno splendido appartamento, vede la propria esistenza borghese improvvisamente minacciata da un evento tanto temuto quanto atteso: qualcuno, tredici anni dopo, bussa alla loro porta, forse per reclamare beni e proprietà, e solo allora i due si ritrovano di fronte alla parte oscura del proprio animo. Decidono, così, di non aprire, barricarsi in casa e prendere tempo per trovare una soluzione che consenta loro di non perdere tutto e tornare all’ormai dimenticata vita grama. Immacolata - a suo tempo una povera sguattera senza più sogni che ogni giorno faticava duro per sopravvivere - crolla, i sensi di colpa esplodono, e subentra la paura, il terrore che fa emergere tutta la sua meschinità, ma, in fondo, anche la tenerezza dei diseredati. Da quel momento i colpi di scena si succedono fino ad un finale degno di un vero noir cinematografico.

Le scene dello spettacolo – prodotto da Mithos group – sono di Max Nocente, i costumi di Teresa Acone, le musiche di Pivio & Aldo De Scalzi, le luci di Stefano Pirandello e il disegno audio di Hubert Westkemper.

Inizio spettacoli ore 20.30. Per informazioni e biglietti (da 10 a 25 euro): biglietteria del Teatro 0736 244970, AMAT 071 2072439, www.amat.marche.it.

Moie: pista di pattinaggio su ghiaccio in piazza Kennedy nelle festività natalizie



Moie - Una pista di pattinaggio su ghiaccio in piazza Kennedy, al centro della cittadina di Moie, per animare e vivacizzare le festività natalizie. Andrà in porto l’iniziativa ideata dalla Pro Loco. L’inaugurazione è già stata fissata per venerdì 3 dicembre. L’evento si chiamerà “Moie on ice” e insieme all’attrattiva principale della pista di ghiaccio prevede un calendario di manifestazioni e iniziative per tutto il periodo natalizio, fino al 6 gennaio. Sarà una novità per l’intera Vallesina. E’ la prima volta che un impianto del genere fa la sua comparsa nella nostra zona e certamente attirerà gente dai vari centri del territorio. Le piste di pattinaggio all’aperto, infatti, rappresentano nel periodo natalizio un sicuro elemento di attrazione in importanti città italiane e radunano un pubblico di tutte le età. L’iniziativa “Moie on ice” è stata voluta fortemente dalla Pro Loco e supportata, non solo finanziariamente, dalle attività commerciali ed imprenditoriali presenti nel Comune e nell’intero territorio.
“A collaborare al progetto – spiega l’assessore all’Associazionismo Fabiana Piergigli – sono anche le associazioni cittadine, tanto che si sta formando quella rete tanto auspicata, ma che fino a poco tempo fa non credevamo fosse possibile mettere in piedi. Il Comune ha sposato l’iniziativa con entusiasmo e sta mettendo a disposizione gratuita le strutture e le attrezzature necessarie”. Il progetto, tuttavia, non prevede alcun esborso di denaro da parte del Comune. A finanziare la pista di pattinaggio, oltre agli sponsor e alle attività produttive e commerciali della zona, sarà una lotteria, messa in piedi sempre dalla Pro Loco. L’Amministrazione comunale ha contribuito, invece, all’acquisto di luminarie ecologiche a basso consumo. Un investimento, visto che entreranno a far parte del patrimonio comunale e saranno utilizzate anche negli anni futuri.
“Si tratta di una scelta stile green economy – osserva il sindaco Giancarlo Carbini – motivata dal risparmio di energia. Il ritorno delle luminarie in generale è positivo anche il fatto che, dopo l’austerity degli scorsi anni, con una scelta fortemente condivisa dalla maggioranza delle attività commerciali e artigianali, rappresenta una nuova forma di collaborazione fra il Comune, che provvederà all’acquisto, e le attività produttive, che finanzieranno i costi di montaggio ed allacciamento alla rete elettrica”.
Intanto la Pro Loco sta mettendo a punto il calendario di “Moie on ice”.
Alla cerimonia di inaugurazione interverranno il sindaco Giancarlo Carbini e il parroco don Fabio Belelli, che benedirà l’impianto. Seguiranno uno spettacolo di animazione per i bambini e l’esibizione della scuola di pattinaggio. Fra le altre iniziative in programma nei giorni successivi, un gran premio di macchine radiocomandate in piazza del Mercato, una serata con castagne, cioccolata calda e vin brulè, esibizione delle majorette, serata “discoteca”, cena con polenta, mercatino natalizio, mostra dei presepi, fino al cenone in piazza con musica dal vivo nella notte di San Silvestro.
“La Pro Loco ringrazia il comune ci tiene a sottolineare la presidente Katia Mariani - tutte le associazioni locali, i commercianti, gli artigiani e gli operatori economici che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento. Si tratta di una novità che abbiamo fortemente voluto perché rappresenta, a nostro avviso, un elemento di valorizzazione e di attrattiva per il territorio, anche se attraverso una scelta sicuramente impegnativa e su cui stiamo lavorando da mesi”.

sabato 20 novembre 2010

Ascoli Piceno, una biciclettata in onore dell'"amico degli alberi"


ASCOLI PICENO - Legambiente di Ascoli Piceno e gli Amici della bicicletta, organizzano ad Ascoli, il prossimo 21 novembre, una biciclettata in onore di Luigi Paracciani (scomparso ad aprile di quest’anno) l’amico degli alberi che salvò l’abete rosso di via Barro.

Un ambientalista, una amico degli alberi e un amante della bicicletta: era questo e molto di più Luigi Paracciani, scomparso lo scorso aprile, alla cui memoria è dedicata la biciclettata “Luigi, ci manchi…”, organizzata ad Ascoli il prossimo 21 novembre, in occasione della Festa dell’Albero 2010.

L’iniziativa è organizzata da Legambiente – Ascoli Piceno e dagli Amici della bicicletta – Ascoli Piceno, con il sostegno del Centro servizi per il volontariato – Marche: il ritrovo è previsto alle 9.45 in piazza Arringo e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Al termine del percorso è prevista una sosta alla tomba di Paracciani, vicino alla quale sarà piantato un arbusto; inoltre, sempre in piazza Arringo, verrà allestita una mostra fotografica dedicata allo scomparso ascolano, con foto di Enzo Morganti.

“Luigi” era un piccolo, grande uomo che si è battuto strenuamente, l’anno scorso, per non far abbattere l’abete rosso di via Barro, incatenandosi per ben cinque volte all’albero nonostante l’età, era del 1931, e le condizioni atmosferiche. L’abete, che si è salvato grazie al suo intervento, sarà addobbato per le feste di Natale, un altro modo per onorarne la memoria. Il suo impegno per l’ambiente e per la città di Ascoli è comunque cominciato fin dal 1960. Tra le sue "battaglie" più importanti ci fu quella a fianco di don Giuseppe Sergiacomi, parroco di San Tommaso, quando fece in modo di far abbattere un vecchio e decadente edificio dinanzi alla chiesa, dando vita così all'attuale piazza San Tommaso; a metà degli anni ‘’70 si impegnò, invece, nella raccolta firme per non far edificare il supercarcere presso la Fortezza Pia, come già era stato deliberato dal Consiglio Comunale di quel tempo.

Fano, si apre Sapori e Aromi d'Autunno


I prodotti a Km 0 approdano al Salotto del Gusto
Domenica 21 novembre, si apre Sapori e Aromi d’Autunno


Fano, 20 novembre 2010 – Il Salotto del Gusto è pronto ad accogliere i suoi visitatori. Sono oltre 80 gli stand dove gli appassionati di enogastronomia potranno andare alla scoperta dei prodotti a km 0 e di tutte le eccellenze offerte dal territorio marchigiano.

Domani, domenica 21 novembre, al Codma (zona Rosciano), si apre, infatti, la XXXIII edizione di Sapori e Aromi d’Autunno. L’appuntamento con la cerimonia inaugurale è alle ore 10: al taglio ufficiale del nastro interverranno autorità comunali, provinciali e regionali e gli organizzatori della mostra fiera.
A seguire sarà assegnato il Premio Marche Nostre 2010, riconoscimento giunto alla XIX edizione, che quest’anno ha deciso di premiare aziende ed operatori che si sono distinti per la fedeltà nei confronti della manifestazione, apportando un contributo determinante alla sua buona riuscita.

Alle 10.30, sarà il rombo dei motori ad invadere Sapori e Aromi d’Autunno. A bordo delle mitiche Vespe anni ’50 - ’60 gli appassionati del buon gusto e delle due ruote partiranno alla volta di un tour che toccherà fattorie, cantine, frantoi e oliveti: è il 2° Vesparaduno d’autunno, a cura di Vespa Club Fano e Viandanti dei Sapori. A caratterizzare la giornata inaugurale della mostra anche un importante convegno regionale, dedicato all’Apicoltura marchigiana, in programma alle 10, nel corso del quale sarà assegnato il Premio qualità miele marchigiano 2010, a cura di Assam.

Formaggi pecorini e di fossa, oli extravergini di oliva, olive da mensa, tartufi e funghi, vini marchigiani, salumi locali e porchetta, pani e dolci tipici, pasta all’uovo artigianale e fresca, frutta e verdure locali, apicoltura e mieli, farine e cereali potranno essere degustati e acquistati senza intermediari, direttamente dai produttori, per l’intera giornata.




Il protagonista della manifestazione sarà ancora una volta l’olio extravergine di oliva, a cui è dedicato un evento tematico unico in Italia: il “Gran Galà dell’Olio”, a cura delle associazioni O.L.E.A. e Viandanti dei Sapori.
Domani, domenica 21 novembre, gli oli partecipanti al 1° concorso nazionale “L’Oro d’Italia 2010”, dedicato agli oli extravergini di oliva italiani di eccellenza, saranno in mostra nell’ambito della fiera. Oltre 400 etichette provenienti da tutta la penisola in degustazione per i visitatori di Sapori e Aromi d’Autunno.
La cucina tipica con il meglio delle specialità al tartufo, dei piatti della valle del Metauro e della tradizione fanese, sapientemente preparati dai volontari della Società Olympia Cuccurano, potrà essere assaporata nella tenda ristorante riscaldata.

Ad animare la giornata saranno anche momenti di intrattenimento musicale e di animazione, folclore ed esibizioni itineranti, come il ritorno del Bandino dei Brutti di Piobbico. Spazio anche per il mercatino artigianale con oggettistica e curiosità; la mostra fotografica “Fano Music Story”, la storia della musica fanese dagli anni ’30 ad oggi, a cura di Paolo Casisa; la presentazioni del libro di Luigi Minardi “Non sentivo più i merli cantare nel mio giardino, in programma alle 17.

La manifestazione è organizzata dalla Società Olympia Cuccurano con la collaborazione delle Associazioni O.L.E.A., Viandanti dei Sapori e I Borghi del Gusto che ne promuovono e ne curano i principali eventi culturali e gastronomici. L’evento gode del patrocinio e del contributo del Comune di Fano, della Regione Marche, dell’Assemblea Legislativa Marche, delle Province di Pesaro Urbino e di Ancona, della Camera di Commercio, delle associazioni agricole, dei singoli produttori e di altri enti e associazioni del territorio. L’ingresso è libero.

venerdì 19 novembre 2010

Gradara, Musei in Musica



Sabato 20 novembre, a Gradara una notte all'insegna della musica e della cultura
Al fine di promuovere la cultura e avvicinare sempre più i cittadini all’arte e ai luoghi che la conservano quest’anno, per la prima volta, sarà realizzato il grande evento Musei in Musica su scala nazionale che prevede per il 20 novembre 2010 l’apertura straordinaria dei musei statali fino alle ore 2.00 del giorno successivo.
Dopo il grande successo della passata edizione che ha interessato solo la città di Roma, quest'anno il MiBAC ha esteso l'evento a livello nazionale coinvolgendo molte altre città italiane con oltre 100 spettacoli musicali in alcuni tra i più importanti musei della nostra penisola.
Tra questi non poteva mancare la Rocca Demaniale di Gradara che, grazie alla
collaborazione tra Soprintendenza PSAE di Urbino, nella persona della Direttrice della Rocca, Dott.ssa Maria Rosaria Valazzi, e Comune di Gradara, propone una serata jazz nell'affascinante cornice del castello malatestiano. Si esibirà, tra classici del genere e arrangiamenti originali il G.G.S. Trio una giovane formazione di musicisti formatasi alla classe di jazz del Conservatorio Rossini di Pesaro creata e diretta dal M° Bruno Tommaso.
L'Associazione Giovani Gradara (GioGra) preparerà castagne e cagnina per tutti i visitatori.
Largo ai giovani, quindi, e non lasciatevi sfuggire una serata di ottima musica in uno dei castelli più belli d'Italia.
Il concerto avrà inizio alle 21,00, l'ingresso è gratuito.
Si ricorda, inoltre, che la Rocca di Gradara sarà aperta e visitabile gratuitamente dalle 20,00 alle 02.00.


PRESENTAZIONE G.G.S. TRIO


Componenti:

Simone Giannotti (Pesaro, 6 novembre 1973): contrabbasso e basso elettrico;

Antonello Di Sciullo (Urbino, 6 dicembre 1960): batteria e percussioni;

Diego Gasperi (West Africa Nigeria, 8 aprile 1975): pianoforte e pianoforte elettro-acustico.

La nascita del "G.G.S. Trio” ha avuto origine dall'incontro successivo di tre musicisti che già autonomamente operavano nell'ambito del repertorio musicale dapprima europeo, colto e classico, ma che successivamente si avvicinano ai territori linguistici e stilistici direttamente contigui rispetto all'idioma jazzistico. Attualmente, oltre alla presente line-up di organico che trae le proprie mosse dalla perpetuazione della tradizione jazzistica intrinsecamente connaturata al format del classico trio pianistico (da Ahmad Jamal a Bill Evans, da Oscar Peterson a Bud Powell), il “G.G.S. Trio” propone una sezione ritmico-armonica pulsante nell'ambito di un progetto musicale di più ampie proporzioni, poiché di ispirazione dichiaratamente semi-orchestrale, che è il Simone Giannotti Septet, che presenta una front-line di quattro strumenti a fiato solisti (i.e. una tromba o filicorno, un saxofono contralto o baritono, un saxofono tenore o soprano, un fagotto o controfagotto).

La reciproca collaborazione tra i membri del "G.G.S. Trio”, per quanto piuttosto giovane sul versante strettamente anagrafico poiché inaugurata nel corso della primavera del corrente anno 2010, vanta già un capillare e continuativo processo di maturazione e consolidamento realizzato attraverso una nutrita agenda di apparizioni concertistiche live che hanno avuto luogo a livello regionale ed inter-regionale durante la stagione estiva appena trascorsa e che si è concretizzata presso un'ampia varietà di locali, enoteche e jazz-clubs sparsi tra le Marche e l'Emilia-Romagna. La maggior parte delle esecuzioni musicali realizzate dal Trio risultano concepite a partire da una personale operazione di composizione originale e di arrangiamento effettuati all'uopo sulla base dei vari e mutevoli assetti di organico richiesti che si vanno frequentemente a sovrapporre al più quintessenziale format rappresentato dal Trio pianistico in oggetto. Da questo punto di vita, si è rivelato inestimabilmente prezioso il conseguimento del titolo di post-diploma di laurea in "Musica Jazz" che sia il pianista che il contrabbassista hanno conseguito in seno al Conservatorio di Musica "G. Rossini" di Pesaro nell'ambito della classe di Jazz creata e diretta dal m° Bruno Tommaso, un'autentica pietra miliare nel panorama contemporaneo del jazz italiano ed europeo.
Quella che segue è soltanto una selezione di alcuni tra i titoli musicali costituiti da composizioni e arrangiamenti originali che appartengono stabilmente al repertorio del "G.G.S. Trio”, che, oltre ad un ampio excursus avviato sulla letteratura d'autore tout-court, sia di pertinenza intrinsecamente jazzistica che in ambiti linguistici più o meno direttamente riconducibili all'essenza del jazz, sono pressoché sistematicamente oggetto di performance da parte della formazione.


Programma di sala.
Concerto del 21 novembre, ore 21,00 presso la Rocca Demaniale di Gradara


Waltz for Django (J. Lewis-B. Evans; arr. D. Gasperi);
Cheeseallero Funk Cake (D. Gordon-B. Evans; arr. D. Gasperi);
Latinitin (S. Giannotti);
Profondo Blue (S. Giannotti-M. Severini);
Meglio Stasera (che Domani o Mai) a.s.a. It Had Better Be Tonight tratto dalla colonna sonora del film diretto nel 1963 da Blake Edwards The Pink Panther (H. Mancini; arr. D. Gasperi);
Dulce et Decorum Est Pro Arte Mori, una suite originale scritta da D. Gasperi condotta sulla negoziazione di temi di Frèdèric Chopin, Lennie Tristano e Bill Evans;
Uccelli d'Autunno (S. Giannotti-M. Severini).
Nutville (H. Silver)
Rogido do Leao, (P. Piccioni)
It don’t mean a thing if it ain’t got that swing (D. Ellington)
Bernie’s tune (B. Miller)

Porto Sant'Elpidio, Bobo Rondelli al teatro delle Api


20-11-2010 21:30
Porto Sant'Elpidio (FM)
Teatro delle Api,
Via della Pace, 7

Bobo Rondelli (voce e chitarra), Fabio Marchiori (tastiere), Simone Padovani (batteria), Dimitri Grechi Espinoza (sax), Filippo Gatti (basso/chitarra), Steve Lunardi (violino)

Bobo nasce a Livorno, città che farà da musa ispiratrice a tutta la sua carriera artistica. Fino agli inizi del 1992 Bobo si cimenta nelle classiche cover band e diventa leader degli Ottavo Padiglione (reparto di psichiatria dell'ospedale civile di Livorno), band che riscuote un discreto successo grazie ai testi di Rondelli, introspettivi ed ironici, folkloristici ma assolutamente reali.
Nel 2000 Bobo inizia la sua carriera solista e nel 2001 vince il Premio Ciampi per il miglior arrangiamento del disco “Disperati, Intellettuali, Ubriaconi”, prodotto da Stefano Bollani.
Dopo un lungo periodo di silenzio, nel 2009 esce "Per L'Amor Del Cielo", caratterizzato dall'intimismo di una persona che ha fatto della riflessione uno stile di vita e che per questo si farà apprezzare in sia in Italia che all'estero. Nello stesso periodo esce anche il film “L’uomo che aveva picchiato la testa” che l’apprezzatissimo regista, Paolo Virzì, dedica a Bobo, che ne è anche attore protagonista. L’incontro tra questi due vecchi amici, Virzì e Rondelli, dipinge un affascinante spaccato della loro città natale e omaggia Bobo, il geniale e sconsiderato cantautore che di questo mondo vivace e plebeo è la voce più autentica, esilarante e commovente.


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Pesaro, “Dieci pezzi facili”: è di scena “Il cortegiano” di Baldassarre Castiglione


Domenica 21 novembre, alle 17, all’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio, si parlerà di un esemplare custodito all’Oliveriana. Relatori Guido Arbizzoni e Amedeo Quondam


PESARO - Domenica 21 novembre, alle ore 17, nell’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (Piazza Antaldi 2), Guido Arbizzoni e Amedeo Quondam presenteranno Il cortegiano di Baldassarre Castiglione, terzo “pezzo” dei dieci previsti quest’anno nel ciclo “Dieci pezzi facili: cose rare, preziose o insolite dalla Biblioteca e dai Musei Oliveriani di Pesaro”. La prima edizione di questo grande manuale filosofico e pratico di comportamento nell'età dei principati, venne stampata a Venezia, presso Aldo Manuzio, nel 1528, mentre l’autore si trovava in Spagna, come nunzio apostolico alla corte dell’imperatore Carlo V. L’esemplare custodito all’Oliveriana è la ristampa uscita dalla stessa tipografia nel 1533 e conserva l’eleganza ed il nitore tipografico della princeps, ma in più agile formato. Seguiranno ristampe innumerevoli e traduzioni nelle principali lingue europee ed in latino, tanto che diventerà uno dei libri più diffusi, letti e consultati, sul quale si modelleranno e in cui si riconosceranno le società di ancien régime. Tra l’altro, la Biblioteca Oliveriana conserva anche un fascicolo di lettere autografe del Castiglione indirizzate a Francesco Maria Della Rovere, che evidenziano (al di là dell’intrinseco interesse) un modo ‘disinvolto’ di gestione del patrimonio bibliotecario.
L’incontro di domenica, aperto a tutti, avviene anche nella prospettiva di una nuova edizione critica curata dai due relatori. La rassegna “Dieci pezzi facili”, il cui programma è ideato e curato da Marcello Di Bella (direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani), vede il patrocinio e la collaborazione del Comune di Pesaro e della Provincia di Pesaro e Urbino, con la partecipazione e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. Info: Biblioteca Oliveriana tel. 0721 33344; mail: biblio.oliveriana@provincia.ps.it
Guido Arbizzoni è professore ordinario di “Filologia della letteratura italiana” nella Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Urbino. I suoi interessi si sono prevalentemente rivolti alla tradizione letteraria tra Cinque e Seicento (da Castiglione a Tasso, a Marino, alla poesia eroica ed eroicomica), in particolare ai generi in cui si è realizzata una sinergia significante tra testo e immagine («Un nodo di parole e di cose». Storia e fortuna delle imprese, Roma, Salerno editrice, 2002). Una parte della sua ricerca è dedicata alla tradizione culturale del Ducato di Urbino: ha pubblicato l’edizione critica, con traduzione e commento, di un inedito dialogo umanistico che vede protagonisti Battista e Costanzo Sforza (M. Filetico, Iocundissimae disputationes, Modena, Panini, 1992, “Quaderni della Fondazione Scavolini”, 6); è condirettore di “Studia Oliveriana”; fa parte del comitato di redazione di “Historica Pisaurensia” ed ha contribuito con alcuni saggi ai volumi dedicati a Pesaro nell’età dei Della Rovere e Pesaro dalla devoluzione all’illuminismo (Fondazione Cassa di Risparmio e Comune di Pesaro, 2001 e 2008; un suo contributo è apparso nel catalogo della recente mostra Raffaello e Urbino (Milano, Electa, 2009).
Amedeo Quondam è professore ordinario di “Letteratura italiana” nell’Università di Roma “La Sapienza”. Le sue ricerche si sono rivolte all'edizione critica e commentata di testi letterari dal Cinquecento al Settecento (Castiglione, Trissino, Guazzo, Contile, Sergardi, Gravina), all’organizzazione della tipografica cinquecentesca e alla produzione e circolazione libraria, a questioni inerenti le istituzioni e i modelli del Rinascimento e della lunga durata del Classicismo come tipologia culturale dell’Antico regime. Limitatamente all’età rinascimentale, vanno ricordati gli studi sul Petrarchismo (Petrarchismo mediato. Per una critica della forma antologia, 1974; Il naso di Laura. Lingua e poesia lirica nella tradizione del Classicismo, 1991; sulla scrittura epistolare (Le carte messaggere. Retorica e modelli di comunicazione epistolare per un indice dei libri di lettere del Cinquecento, 1981); sulle istituzioni culturali (Rinascimento e Classicismo. Materiali per l’analisi del sistema culturale di Antico regime, 1999). Del Cortegiano ha allestito un’edizione pensata per una moderna fruizione del testo (Oscar Mondadori) offrendo una straordinaria ricostruzione analitica della sua genesi e della formazione (Questo povero cortegiano. Castiglione, il libro, la storia (2000). Sulla complessa irradiazione del modello culturale elaborato dal Castiglione vertono anche alcuni libri più recenti: La conversazione. Un modello italiano (2007); Forma del vivere. L’etica del gentiluomo e i moralisti italiani (2010). E’ anche presidente dell'Adi (Associazione degli Italianisti italiani) e del Centro di studi “Europa delle Corti”, nonché direttore del Cibit (Biblioteca Italiana Telematica).