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martedì 15 febbraio 2011

Paolo Rossi è ad Urbino il 16 febbraio con "Il mistero buffo di Dario Fo"


Mercoledì 16 febbraio la comicità dirompente di Paolo Rossi approda con Il mistero buffo di Dario Fo (ps: nell'umile versione pop) ad Urbinoinscena, stagione del Teatro Sanzio di Urbino promossa dagli Assessorati alla Cultura e al Turismo del Comune di Urbino e dall'AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La comicità sarà anche al centro dell'incontro che si terrà alla Sala del Maniscalco alle ore 18.30 dal titolo Che c'è da ridere?! Comicità alla prova incontro semiserio con Giorgio Montanini in occasione del debutto dello spettacolo Nibiru (consigliato ad un pubblico adulto) che avrà luogo al Teatro La Concordia di San Costanzo sabato 19 febbraio. Attore e doppiatore poliedrico, Montanini passa con disinvoltura dal cinema alla fiction, dal teatro classico a quello brillante e comico. Il suo lavoro è sostenuto da Matilde. Piattaforma per la nuova scena marchigiana un progetto di Regione Marche e AMAT.

"Questo Mistero Buffo - scrive Paolo Rossi nelle note allo spettacolo - che non è mio, ma appartiene ormai a tutti, vuole essere un omaggio al mio maestro Dario Fo nella nostra umile versione pop. Se Gesù Cristo tornasse oggi chi sarebbe? Cosa potrebbe fare? Saremmo in grado di riconoscerlo e seguire la sua rivoluzione, i suoi dogmi, i suoi miracoli? Clandestino allora come tanti oggi nel nostro paese fu accolto, ammirato, perseguitato e poi giustiziato. Un Gesù raccontato da un giullare, da Giuda, da Maria e dal popolo. Oggi, per paradosso, ognuno di noi è un povero cristo, ognuno di noi è "in fila alla biglietteria del cinema Italia". Il Mistero Buffo di Dario Fo, nella nostra umile versione pop, è un omaggio al maestro Dario Fo (lui per primo ci ha insegnato che rubare in teatro è cosa buona, copiare è da coglioni), ed è anche un'avventura, uno spettacolo che si allontana il più possibile dalla versione originale diventando un contenitore unico, dove i misteri originali e quelli nuovi si uniscono e si miscelano, come accade nel teatro popolare. Ogni sera diverso - nonostante non ci sia niente di improvvisato -, recitato con il pubblico e non per il pubblico, è uno spettacolo ricco di cambi di registro, è un'allegoria che confonde i generi, la finzione con la realtà, i sogni del popolo con la cronaca. Un viaggio corale dove la musica di Emanuele Dell'Aquila si fa personaggio e anche drammaturgia, in continua interazione con l'azione scenica. [...] Come è successo nel 1969, anche il nostro Mistero Buffo è un'operazione politica: come 40 anni fa, la nostra è ancora un'epoca in cui difendere dei valori significa difendere la sopravvivenza. Ma è anche un'operazione culturale perché vuole recuperare insieme al pubblico le radici profonde del teatro popolare."

La riduzione e l'adattamento del testo dello spettacolo - prodotto da La Corte Ospitale - Compagnia del Teatro Popolare in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber - sono curati da Paolo Rossi e Carolina De La Calle Casanova, quest'ultima anche regista dello spettacolo. Lo spettacolo gode della partecipazione straordinaria di Lucia Vasini; le musiche sono composte ed eseguite dal vivo da Emanuele Dell'Aquila.

Inizio spettacolo ore 21. Per informazioni: botteghino del Teatro 0722 2281, Biglietteria Amat a Pesaro, via Rossini 41, 0721 638882, AMAT 071 2072439, www.amat.marche.it.

lunedì 6 dicembre 2010

Urbino, “Decamerone. Amori e sghignazzi" al Teatro Sanzio


Proseguono venerdì 10 dicembre con “Decamerone. Amori e sghignazzi” gli appuntamenti di Urbinoinscena 2010.2011, stagione del Teatro Sanzio di Urbino promossa dagli Assessorati alla Cultura e al Turismo del Comune di Urbino e dall’AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali



Terzo appuntamento in cartellone, nello spettacolo – prodotto da Arca Azzurra Teatro su adattamento e regia di Ugo Chiti da Decameron di Giovanni Boccaccio che dopo Urbino farà tappa al Cine Teatro Don Bosco di Tolentino sabato 11 dicembre - gli sghignazzi delle beffe, i travestimenti, le doppiezze divertite al limite dell’iconoclastia, gli amori assoluti, i sacrifici estremi, la tragicità solenne degli innamoramenti contrastati o negati diventano materia drammaturgia e gioco squisitamente teatrale.

Tutti, uomini e donne, in quella grandiosa commedia umana che è il Decamerone, si muovono passando dal comico al tragico con lussureggiante invettiva. Uomini e donne colti in un perenne movimento che è equilibrio e balletto, rappresentazione reale e metaforica della vita osservata con occhio sarcastico e dolente assieme. Prosegue il viaggio di Ugo Chiti nelle novelle di Giovanni Boccaccio: dopo Decameron-Variazioni, Amori e sghignazzi percorre con maggiore leggerezza le pagine del grande autore, celebrandone i repentini passaggi dal comico al tragico, dal satirico al filosofico. Nella grande commedia umana, tre grandi forze si confrontano, governando le sorti del mondo: Fortuna, Ingegno, Amore. Quattro i protagonisti delle novelle che compongono l’ossatura di questo lavoro: Masetto, che “si fa mutolo e diviene ortolano in un monastero di donne”; Alatiel, oggetto sessuale che rielabora l’esperienza per sopravvivere in un mondo dominato da uomini; Alibech, proiezione onirica di Masetto al femminile; Isabetta, vittima innocente di un ordine sociale spietato che le nega l’amore.

Gli attori in scena sono Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Teresa Fallai e Alessio Venturini. I costumi sono di Giuliana Colzi, le luci di Marco Messeri, la musica originale di Vanni Cassori e Jonathan Chiti e gli oggetti di scena di Lucia Socci.

Inizio spettacolo ore 21.00. Per informazioni e biglietti (da 10 a 20 euro): botteghino del Teatro 0722 2281, Biglietteria Amat a Pesaro, via Rossini 41, 0721 638882, AMAT 071 2072439, www.amat.marche.it

lunedì 29 novembre 2010

Urbino, in scena “I promessi sposi alla prova” di Giovanni Testori


Martedì 30 novembre il Teatro Sanzio di Urbino ospita "I promessi sposi alla prova" di Giovanni Testori con Sandro Lombardi, Iaia Forte, Marion D’Amburgo e Massimo Verdastro, secondo appuntamento della stagione Urbinoinscena promossa dagli Assessorati alla Cultura e al Turismo del Comune di Urbino e dall’AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali



Ne I promessi sposi alla prova – allestimento diretto da un Maestro della regia come Federico Tiezzi e prodotto dalla Compagnia Sandro Lombardi, dal Teatro Metastasio – Stabile della Toscana e dal Teatro Stabile di Torino – Don Abbondio, Renzo, Lucia, Fra Cristoforo, l’Innominato e Don Rodrigo tornano in teatro attraverso il corpo e la voce dei protagonisti della “prova” in un mescolamento di azioni e di ruoli di grande vivacità teatrale.

Su un palcoscenico di fortuna, è da supporre in qualche quartiere non proprio "bene" di Milano, un Maestro, capocomico all’antica, si affanna a far interpretare ad un gruppo di attori comicamente scalcagnati nientemeno che il capolavoro di Manzoni.
Così iniziano I promessi sposi alla prova, testo con cui nel 1984 Giovanni Testori, dopo le riscritture da Shakespeare e da Sofocle, approda a questo suo inevitabile traguardo. Interesse principale dell'autore è quello di fare del romanzo uno "specchio" in cui riflettere i suoi "anni tribolatissimi" che, a ben vedere, sono anche i nostri. Quante pesti ci affliggono! Quella del degrado dell'ambiente, dell'indurimento dei cuori, dell'omologazione delle coscienze, dell’allontanamento graduale dalla realtà, dell'incapacità di vedere la trasformabilità della società.

Soprattutto la peste della chiusura alla diversità, alla comunicazione, al mondo. Ed è al desiderio di aprire gli occhi sulla realtà (e con lo strumento dell’umorismo manzoniano) che gli interventi testoriani si appigliano per dissezionare i nuclei narrativi originari e ricomporli in parabole insieme sceniche e morali. I promessi sposi di Testori sono "alla prova". In queste due parole sta non solo l'indicazione che il romanzo verrà spinto nel territorio del teatro; ma tutta l'immensa portata dell'intera opera, e forse dell'intera vita, di Testori: la verifica dei propri amori, delle proprie passioni umane e culturali. Su queste premesse si basa il lavoro di Tiezzi: non una spiegazione del romanzo ma, come desiderava Testori, una "lezione e un monito" perché I Promessi Sposi sono "il romanzo della storia, e il popolo incarna questa storia nella libertà più assoluta". In una struttura pirandelliana simile a quella dei Sei personaggi in cerca d'autore, su di un palcoscenico nudo, si svolge la prova di una "commedia da fare" dove ai temi di riflessione sul teatro e sui suoi modi comunicativi, si mescolano i grandi motivi manzoniani della pietà, della grazia, del male e della morte, della Provvidenza e della salvezza. Con questo spettacolo Tiezzi affronta insieme Testori e Manzoni, al fine di dire anche una parola non retorica ma che parta dal basso, dagli umili, dai diseredati, da coloro che identificano la vita con il rispetto del prossimo, del mondo e della storia – una parola relativa al centocinquantesimo anniversario dell‘Unità d'Italia, quella unità che Manzoni contribuì a creare dal punto di vista linguistico-letterario, innestando la tradizione lombarda in quella toscana. Unità della lingua come unità di una nazione: la cultura non è qualcosa di separato dalla storia ma addirittura la determina.

Gli altri attori che completano il cast dello spettacolo sono Francesco Colella, Debora Zuin, Caterina Simonelli e Alessandro Schiavo. La drammaturgia è di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, le scene sono di Pier Paolo Bisleri, i costumi di Giovanna Buzzi e le luci di Gianni Pollini.

Inizio spettacolo ore 21.00. Per informazioni e biglietti (da 10 a 20 euro): botteghino del Teatro 0722 2281, AMAT 071 2072439, www.amat.marche.it.