Visualizzazione post con etichetta fondazione teatro della Fortuna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fondazione teatro della Fortuna. Mostra tutti i post

martedì 1 marzo 2011

TeatrOltre al via a Pesaro con "Caino" del Teatro Valdoca


Sarà uno degli spettacoli più attesi dell'anno - Caino del Teatro Valdoca - ad inaugurare sabato 5 marzo l'attesa settima edizione di TeatrOltre, rassegna unica nelle Marche promossa dalla Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, dai Comuni di Pesaro e Urbino, ai quali si aggiunge quest'anno Urbania, dalla Provincia di Pesaro e Urbino e dall'AMAT in collaborazione con Regione Marche e Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Un palcoscenico per le più importanti esperienze della scena contemporanea, è questo l'obiettivo di TeatrOltre i cui appuntamenti sono espressione dei linguaggi più innovativi del panorama italiano ed internazionale.

Caino è l'ultima creazione di Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri artefici di Teatro Valdoca, la storica formazione del teatro di ricerca italiano che continua a distinguersi per il suo costante impegno nella contemporaneità. Un'opera corale, immaginifica, di grande impatto emotivo che trasforma il racconto biblico in un mito straordinariamente moderno dove la figura di Caino assume, nei riguardi del male, complessità e spessore. Lo spettacolo - uno dei grandi affreschi del Teatro Valdoca che potremmo definire un rito in onore dell'essere umano e delle sue oscurità, ma anche di quei pallidi raggi di luce che risiedono superstiti dentro tutti noi e in cui si fondono ancora una volta tutte le arti - è grande non solo per numero ed eccellenza di chi vi partecipa ma anche per sottigliezza, passione, durata di studio e di lavoro. Protagonisti della scena l'attore cult Danio Manfredini (Caino), la danzatrice Raffaella Giordano, Leonardo Delogu e un gruppo di giovani interpreti, mossi dalle potenti parole di Mariangela Gualtieri anche lei in scena.

"Lo spettatore - scrive la compagnia nelle note allo spettacolo - si troverà di fronte ad un allestimento non narrativo, visionario, molto dinamico, in cui il sogno pare il terreno più adatto per accogliere i temi cangianti di questa pagina della Genesi. Al centro c'è l'inquietante, affascinante primo nato del mondo, che non solo uccide ma anche edifica la prima città e dà inizio alla parabola tecnologica che arriva fin qui. Caino somiglia a noi, uomini e donne di questo tempo: siamo soli quanto lui, distruggiamo la vita fuori e dentro di noi, siamo ormai senza un'idea di prossimo, e anche attivi quanto lui, lontani da qualunque tema celeste, tutti votati alla quantità".

La regia dello spettacolo è di Cesare Ronconi, che firma anche le luci e le scene, il testo di Mariangela Gualtieri. Il cast si completa con Giacomo Garaffoni e il coro di Susanna Dimitri, Sara Leghissa, Isabella Macchi, Silvia Mai, Daria Menichetti, Mila Vanzini. La musica dal vivo è eseguita da Enrico Malatesta (percussioni) e Alice Berni (elettronica). I costumi sono di Sofia Vannini, la fonica e la ricerca del suono di Luca Fusconi, le sculture di Erich Turroni e Verter Turroni, le costruzioni in legno di Maurizio Bertoni, le macchine del suono di Antonio De Luca e le macchine di luce di Stephan Duve.

I biglietti (posto unico numerato 10 euro, ridotto giovani e studenti 8 euro) saranno in vendita presso la biglietteria del Teatro Rossini (0721 387621) venerdì 4 marzo con orario 9.30-12.30 e 16.30-19.30 e nel giorno di spettacolo con orario 9.30-12.30 e 16.30-19.30 e dalle 20.30 in poi. Per informazioni: Teatro Rossini 0722 387620, AMAT biglietteria di Pesaro 0721 638882, AMAT biglietteria di Ancona 071 2072439.
Inizio spettacolo ore 21.

lunedì 15 novembre 2010

Fano, Mario Perrotta al Teatro della Fortuna da venerdì 19 novembre con Aristofane Cabaret


Mario Perrotta torna a Fano per il terzo anno consecutivo con la seconda tappa della sua “Trilogia sull’individuo sociale”, ospite di FanoTeatro, stagione di prosa della Fondazione Teatro della Fortuna in collaborazione con Amat. Da venerdì 19 a domenica 21 novembre il regista, drammaturgo ed attore leccese porterà in scena I cavalieri – Aristofane cabaret, una sorta di operazione antologica dell’opera del commediografo greco (I cavalieri, Le nuvole, Le vespe, Lisistrata, ed altre) da cui ricava scampoli e brandelli che cuce insieme in questo riuscito spettacolo.

Tutto comincia da una riflessione di Perrotta. “Noi siamo individui sociali. Ma questa è una contraddizione in termini, uno è individuo oppure è sociale, è sufficiente l’incontro/scontro con l’altro per mettere in crisi i confini della nostra individualità”. Forse solo il teatro può davvero dirci come siamo e quindi rappresentare a noi stessi le nostre incongruenze. Ed allora la scelta di tre testi, “tre farse violente – o grottesche tragedie – per rispondere ad un interrogativo: siamo per natura individualisti o animali sociali?”

E così, dopo la prima indagine condotta attraverso il personaggio del “misantropo” molièriano, exemplum dell’individuo versus i suoi simili, la seconda analisi si sofferma sull’agone politico e l’utopia sociale. Aristofane fornisce la materia e i nostri teatranti il resto. I cavalieri, infatti, “indaga una possibile socialità, un sogno politico chiamato democrazia. Ma i due contendenti alla Presidenza del Governo ateniese sono un servo e un salsicciaio e l’agone politico diventa un gioco al ribasso: promesse di abbassare i prezzi, di togliere le tasse, fino al turpiloquio pubblico e faraoniche scoregge in Parlamento per spazzare via ogni opposizione. L’utopia democratica è così irrimediabilmente perduta, allora come oggi.”

Sulla scena sei attori e un musicista per dar vita ad un nuovo cabaret contemporaneo – come già anticipa il titolo - che riproduce la forma in cui la televisione propone quotidianamente il confronto politico “ridotto a un avanspettacolo truce, fatto di parole vuote gridate al massimo volume.” “Se con Molière sono stato filologicamente corretto, rispettando testo e versi alessandrini,” spiega infine Perrotta, “con Aristofane sarò irriverente, lo prenderò a prestito, mantenendo intatta, però, la veemenza politica dei suoi testi, per realizzare una fotografia d'Italia il più possibile urticante, uno spaccato a sorpresa di un paese complice del potere.”

Impietoso, becero e irriverente, il regista leccese, perfettamente a suo agio nel registro del cabaret, vuole smascherare in scena quella parte di noi - pubblico e popolo - che non reagisce di fronte “all’avanspettacolo” della politica, che si preoccupa solo di farla franca e si ritiene più scaltra degli altri non pagando le tasse e vivendo di sotterfugi quotidiani per fregare il prossimo. Uno spettacolo tanto divertente quanto amaro, perché si ride gran parte del tempo, di noi stessi.

Mario Perrotta firma drammaturgia e regia ed è in scena insieme agli attori della sua compagnia - il Teatro dell’Argine - Paola Roscioli, Lorenzo Ansaloni, Maria Grazia Solano, Giovanni Dispenza, Donatella Allegro. Le musiche di scena eseguite dal vivo sono di Mario Arcari.

Inizio spettacolo.

venerdì e sabato, ore 21.15 | domenica, ore 17.00



FuoriScena | sabato 20 novembre, Teatro della Fortuna, ore 18.00:

Mario Perrotta incontra il pubblico di FanoTeatro.






Info. Botteghino Teatro 0721.800750, fax 0721.827443, botteghino@teatrodellafortuna.it.

Orario di apertura: giorni feriali dalle 17.30 alle 19.30, mercoledì, sabato e i giorni di spettacolo anche dalle 10.00 alle 12.00.

martedì 2 novembre 2010

Fano, “Persone Naturali e Strafottenti” al teatro della Fortuna con Vladimir Luxuria


In esclusiva regionale, mercoledì 10 e giovedì 11 novembre, andrà in scena al Teatro della Fortuna di Fano, Persone naturali e strafottenti, tragicommedia di Giuseppe Patroni Griffi, prodotta dal Teatro Bellini di Napoli e dal Franco Parenti di Milano, interpretata da Vladimir Luxuria, Daniele Russo, Darkos Dugum e Maria Luisa Santella e diretta da Luciano Melchionna. Lo spettacolo, fuori abbonamento, apre la stagione di prosa organizzata dalla Fondazione Teatro della Fortuna in collaborazione con Amat.

Persone naturali e strafottenti è un coraggioso testo di Giuseppe Patroni Griffi, che fu personaggio di spicco del teatro, della cultura e del cinema del secondo Novecento. Nato nel 1921 e morto nel 2005), fu uno di quegli intellettuali napoletani che lasciarono presto la città natale alla volta della capitale ma che non spezzarono mai veramente il cordone ombelicale che li univa culturalmente alla propria città, la quale continuò inesorabilmente ad essere fonte - quasi sempre ‘maledetta’ - di ispirazione alla scrittura. Commedia amara - in cui si ride attraverso una smorfia piuttosto che un sorriso – tocca un tema come l’omosessualità che ancora oggi si può definire ‘delicato’ e che quando fu scritta, nel 1972, e poi messa in scena, due anni dopo, era ancora davvero un tabù.

La vicenda si svolge in una squallida camera ad ore nei bassi di Napoli dove quattro personaggi passano la notte di capodanno a scavare nelle loro miserie e nelle loro contraddizioni: Violante, una vecchia affittacamere con un passato da cameriera in un bordello, Mariacallàs, un travestito intellettuale che con notevole sforzo cerca di apparire stupido, e due ragazzi ai quali il travestito ha subaffittato la sua stanza: Fred, giovane studente omosessuale e ideologia borghese, e Byron un ragazzo di colore, forse poeta e “rivoluzionario”. “Siamo in una fogna a cielo aperto, dove è relegata e conservata ‘la miseria umana’ come in un’ampolla”, scrive il regista nelle note – “osservata a vista e ‘contenuta’ a distanza. Quattro personaggi diversi tra loro ma con un destino comune, vettori di normalità e potenzialità straordinarie, che cercano ascolto respingendosi con l’apparente aggressività del vituperio, per poi confrontarsi con il ‘cuore’ del mondo aprendo porte astratte ‘della mente e dell’anima’.”

In scena un cast affiatato in cui spiccano una strepitosa Maria Luisa Santella nella straordinaria parte di Violante e una brava e centrata Valdimir Luxuria in quella di Mariacallàs. Molto efficace anche lo studente Fred interpretato da Daniele Russo (nella doppia veste di attore e coproduttore), mentre per Darkoss Dugum il giudizio non può che essere ancora sospeso in quanto egli debutterà nel ruolo di Byron a Fano, sostituendo Timothy Martin in questa seconda stagione.

Lo scenografo Alessandro Marrazzo è l’ideatore del basso napoletano a cui si accede dall’altro come “in una fogna”; i costumi sono di Michela Marino, le musiche di Riccardo Regoli e le luci di Camilla Piccioni.

Inizio spettacolo: ore 21.15

Dal 3 novembre in vendita i biglietti di tutti gli spettacoli di FanoTeatro.



Info. Botteghino del Teatro 0721.800750, fax 0721.827443, botteghino@teatrodellafortuna.it. Orario di apertura: giorni feriali dalle 17.30 alle 19.30, mercoledì e sabato anche dalle 10.00 alle 12.00.