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martedì 1 marzo 2011

Alessandro Gassman a Jesi il 5 e 6 marzo con "Roman e il suo cucciolo"


Sabato 5 (ore 21) e domenica 6 marzo (ore 17) il Teatro Pergolesi di Jesi ospita - nell'ambito della stagione realizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini e dall'AMAT con il Comune di Jesi e con il contributo di Banca Popolare di Ancona - un beniamino del pubblico, Alessandro Gassman interprete e regista di Roman e il suo cucciolo. L'attore torna in scena dopo il debutto dello scorso anno salutato da successo di pubblico e critica con un questo testo - riscritto da Edoardo Erba - di forte valenza sociale ambientato nella Roma del Casilino. Dramma familiare e allo stesso tempo sociale, Roman e il suo cucciolo è uno sguardo neutrale e non ideologico sul presente: la presenza degli immigrati che ha cambiato la fisionomia delle città e le stesse relazioni interpersonali.

"Mi confronto con un altro testo contemporaneo - scrive Gassman nelle note di regia - che negli anni '80 ottenne un grande successo a New York e che ebbe come protagonista Robert De Niro. Si tratta di Cuba & His Teddy Bear di Reinaldo Povod, un testo che mi ha coinvolto fin dalla prima lettura per l'umanità dei suoi personaggi, per uno stile di scrittura tagliente, crudo, profondo, che mai indulge al sentimentalismo. Con Edoardo Erba, traduttore e adattatore del testo, abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una periferia urbana del nostro paese, all'interno di una comunità rumena, dove confluiscono personaggi di altra radice etnica. Operazione che non tradisce il testo originale americano che fa appunto coesistere personaggi di diverse razze, culture, religioni. È un dramma familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo sul presente che è anche un preciso richiamo a uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci coinvolgono: la presenza degli immigrati nella nostra vita, presenza che ha cambiato la fisionomia delle nostre città e il tessuto delle nostre relazioni. Uno sguardo neutrale, non ideologico, fuori dagli schemi del razzismo o della solidarietà di maniera. La prorompente forza drammatica dell'opera si basa sul rapporto irrisolto fra un padre semianalfabeta, spacciatore di droga, nevrotico, che alterna momenti di dolcezza a esplosioni di rabbia e un adolescente apparentemente schiacciato dall'autorità paterna, che vuole emanciparsi attraverso lo studio ma che nasconde al padre le sue illusorie prospettive di vita e la sua progressiva dipendenza dall'eroina. Un maldestro socio in affari del padre, un intellettuale tossicodipendente, un'altro spacciatore e la sua giovane prostituta sono gli altri personaggi che ruotano intorno alla drammatica vicenda umana di un uomo disposto a tutto pur di guadagnare denaro e garantire al figlio un futuro diverso dal suo e di un ragazzo consapevole del fatto che il padre potrà, a suo modo, amarlo ma non riuscirà mai a capirlo. Un rapporto toccante, crudo, a tratti sconvolgente, che troverà compimento solo attraverso un fatale, catartico epilogo. Ma è anche una storia di disperazione e di degrado che, attraverso il drammatico destino di un'umanità condannata all'emarginazione, rimanda a problematiche sociali di grande attualità. Una delle sfide più difficili del terzo millennio sarà quella di imparare a vivere in una società unita nella pluralità, ponendo come base quanto ci è comune: la nostra umanità."

Accanto ad Alessandro Gassman recitano nello spettacolo - prodotto Società per Attori, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile d'Abruzzo - Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto e Natalia Lungu e Andrea Paolotti. Info: Biglietteria del Teatro 0731 206888.

martedì 8 febbraio 2011

Carlo Giuffré e Angela Pagano con "I casi sono due" al Pergolesi di Jesi


Due grandi signori delle scene - Carlo Giuffrè e Angela Pagano - sono i protagonisti sabato 12 e domenica 13 febbraio al Teatro Pergolesi di Jesi de I casi sono due di Armando Curcio.

La commedia - presentata nell'ambito della stagione teatrale realizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini e dall'AMAT con il Comune di Jesi e con il contributo di Banca Popolare di Ancona - si snoda attorno alle vicende del vecchio barone Ottavio Del Duca che, non avendo avuto figli dalla moglie, decide di cercare un figlio illegittimo avuto in gioventù che dovrebbe avere trent'anni; grazie all'aiuto dell'improbabile investigatore Sormani lo trova in casa sua, dove lavora come cuoco: Gaetano Esposito, bugiardo matricolato e furbone patentato che viene improvvisamente elevato al rango di baronetto.

"Fra le tante commedie che sto recitanto da più di 30 anni - scrive Carlo Giuffrè che firma anche la regia - non saprei proprio dire quale sia quella che è piaciuta di più al pubblico. I casi sono due, fu - nel 1982 - la prima commedia realizzata con la Diana OR.I.S. di Lucio Mirra, che produce ormai i miei spettacoli da 30 anni. Fu un inizio travolgente, piacque molto a Federico Fellini, che vide lo spettacolo tre volte. Il critico Enrico Fiore del Mattino di Napoli scrisse: "È uno degli spettacoli più compatti, calibrati e divertenti che si siano visti negli ultimi anni". Giovanni Raboni, sul Corriere della Sera, scrisse: "Avrò il coraggio di dire che I casi sono due di Armando Curcio, messo in scena da Carlo Giuffrè che lo interpreta da par suo, è lo spettacolo più bello di questa stagione? Sì, ormai l'ho detto e spero di essere creduto! Giuffrè ne ha tirato fuori un capolavoro di intelligenza, di comicità pacatamente irresistibile, di scintillante malinconia". Per questo rimetto in scena la commedia, perché piacque molto allora ai critici e al pubblico e sono certo che piacerà anche questa volta; ho dei bravi attori accanto a me e soprattutto ho la fortuna di avere al mio fianco Angela Pagano, grande amica e grandissima attrice. Su il sipario e buon divertimento!"

Completano il cast Vincenzo Borrino, Ernesto Lama, Danilo della Calce, Gennaro di Biase, Vincenzo La Marca, Claudio Veneziano e Paola Verrazzo. Le scene e i costumi sono di Aldo Terlizzi, le musiche di Francesco Giuffrè.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro G.B. Pergolesi tel. 0731 206888, biglietteria@fpsjesi.com.Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Inizio spettacoli: sabato ore 21, domenica ore 17.

mercoledì 1 dicembre 2010

Provincia di Ancona, torna “LIVE IN”, la Stagione di Teatro Giovani


“LIVE-IN”, 13^ stagione di Teatro Giovani: da dicembre a maggio, un programma intrigante con 7 spettacoli, 1 laboratorio teatrale, 2 progetti sulla legalità e sulla creatività giovanile. Inaugurazione il 7 dicembre alle ore 21,15 al Teatro Moriconi di Jesi con “X.T.C. 2”. Biglietti e carnet in vendita dal 1° dicembre



Torna “LIVE IN”, la Stagione di Teatro Giovani curata nella direzione artistica ed organizzativa dal Teatro Pirata, e promossa dalla Fondazione Pergolesi Spontini e dai Comuni di Jesi, Maiolati Spontini, Montecarotto, Monte San Vito e San Marcello, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Marche e della Provincia di Ancona. Collaborano il Dipartimento Dipendenze Patologiche - ASUR ZT5, Emergency Jesi, e la Rassegna Malati di Niente. Sponsor: UBI>< Banca Popolare di Ancona.

La stagione, giunta alla 13esima edizione, inaugura martedì 7 Dicembre al Teatro Studio V. Moriconi di Jesi con un appuntamento ad ingresso libero, “X.T.C. 2”, uno spettacolo di informazione primaria sulla tossicodipendenza giovanile, firmato da Filippo Arcelloni con Antonio Russo ed Enzo Valeri Peruta. La compagnia dei Piacenza Kultur Dom mette in scena l’uso e l’abuso delle sostanze stupefacenti, senza giudizi ma con informazioni dettagliate sui danni fisici, psichici e sociali provocati. Nello spettacolo le informazioni passano attraverso un percorso ricco di ironia e momenti di riflessione, affrontando in particolare il tema del “marketing dello sballo”, di un’industria efficiente con ampio margine di guadagno che promette rapide vie per la felicità. Lo spettacolo si avvale della collaborazione del Dipartimento Dipendenze Patologiche - ASUR ZT5.


Martedì 8 febbraio, ancora al Teatro Studio V. Moriconi di Jesi, la Fondazione Emergency propone “STUPIDORISIKO. Una geografia di guerra”, uno spettacolo per la regia di Patrizia Pasqui, in collaborazione con il Gruppo Emergency di Jesi. Lo spettacolo contribuisce a informare sui temi della guerra e della povertà, ma anche sulla possibilità di intervenire per promuovere e affermare i diritti umani essenziali e i valori della solidarietà e la pace.


Sabato 26 febbraio al Teatro La Fortuna di Monte S. Vito, la compagnia Armamaxa mette in scena “1981. All’inizio dell’era del godimento”, un racconto teatrale di e con Enrico Messina che racconta l'inizio dei "favolosi anni ottanta quando la televisione cominciava ad essere nelle case di tutti e quindi si scopriva il potere enorme di trasformare la realtà in spettacolo. E noi da quel momento ci trasformammo da popolo in pubblico. Lo spettacolo si avvale delle musiche dal vivo al pianoforte di Fabrizio “Siro” Sirotti.


Giovedì 24 marzo, al Teatro Comunale di Montecarotto, il Teatro Invito propone “UNA QUESTIONE DI VITA E DI MORTE. Veglia per E. E.”, che partendo dalla dolorosa vicenda di Eluana Englaro affronta un tema ritenuto indicibile, quello della morte. Citando Dante, Shakespeare, Sofocle, attraverso canti, letture, brani poetici, lo spettacolo si avvale della collaborazione di Beppino Englaro (il padre di Eluana), ed è firmato da Luca Radaelli, con l’accompagnamento musicale ed il canto di Marco Belcastro.


Lunedì 4 e martedì 5 aprile al Teatro Ferrari di San Marcello debutta lo spettacolo “IO PARLO CON IL NASO”, nuova produzione del Teatro Pirata, da un dono teatrale di Silvano Sbarbati a Silvano Fiordelmondo. Questo testo sulla ‘diversità’ è stato un dono fatto all’attore Silvano Fiordelmondo, e lui ha deciso di portarlo in scena accettando la grande sfida di parlare di sé, in prima persona. La regia è di Simone Guerro.


Giovedì 14 aprile al Teatro Pergolesi di Jesi la compagnia “La luna nel letto” porta in scena “SENZA PIUME”, un appuntamento in collaborazione con la Rassegna Malati di Niente 2011, che racconta al pubblico dei giovani e delle loro famiglie la malattia mentale e il contesto umano in cui essa nasce, cresce e muore. Lo spettacolo, premiato con il Premio Eolo Award 2010 - Migliore Novità dell’anno, è firmato nella regia da Damiano Nirchio; interpreti Anna Maria de Giorgio, Mirko Lodedo, Damiano Nirchio, Tea Primiterra.


Sabato 21 maggio al Teatro Ferrari di S. Marcello, Piero Guerriero interpreta “I CALZINI, QUELLI BUONI”, uno spettacolo da lui stesso firmato nel testo, piccola ed affascinante fiaba teatrale che conclude il faticoso viaggio di un timido analfabeta. Assistente alla narrazione è Maria Lorena Bini, l’allestimento è a cura del Teatro Pirata



A margine del cartellone con i 7 spettacoli, “Live-in” proporrà ai giovani due progetti:

“TEATRO E LEGALITÀ”, al Teatro Moriconi, performance conclusiva del Laboratorio teatrale sul tema della legalità rivolto ai ragazzi frequentanti gli istituti Superiori di Jesi, a cura del Teatro Pirata in collaborazione con Dipartimento Dipendenze Patologiche - ASUR ZT5, CAG Jesi, ed inoltre “SPAZIO SOFA”, a cura del Gruppo Baku, da gennaio a maggio al Teatro Ferrari di San Marcello, con musica, performance teatrali, esposizioni, video-installazioni e nuove forme d’espressione giovanile. Ci sarà inoltre tra gennaio a maggio il Laboratorio Teatrale “L’ATTORE CHE CREA”, sempre a cura del Gruppo Baku.



La Stagione di Teatro Giovani conferma i prezzi contenuti per il pubblico al di sotto dei 25 anni e per gli studenti universitari, con ingresso a 8 euro (biglietto intero 12 euro, gruppi scolastici 5 euro) ed un abbonamento-carnet a 5 spettacoli + ingresso omaggio per lo spettacolo “I CALZINI, QUELLI BUONI” a 25 euro (40 euro sopra i 25 anni). Biglietti e carnet saranno in vendita dal 1° dicembre presso la biglietteria del Teatro Pergolesi da mercoledì a sabato dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30 e un’ora prima dell’inizio dello spettacolo presso il teatro in cui avrà luogo la rappresentazione.



INIZIO SPETTACOLI ore 21.15



INFORMAZIONI

Biglietteria Teatro Pergolesi Tel. 0731/206888 – Fax 0731/224105

www.fondazionepergolesispontini.com
biglietteria@fondazionepergolesispontini.com

Teatro Pirata Tel. 0731/56590

www.teatropirata.com

box@teatropirata.comom

giovedì 11 novembre 2010

Jesi, "Madama Butterfly" inaugura la Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi


"Madama Butterfly" di Giacomo Puccini inaugura la 43esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, venerdì 12 novembre alle ore 21 con un’anteprima giovani giovedì 11 ore 16 e due repliche il 13 ore 21 ed il 14 ore 16



Protagonista il soprano russo Liudmila Slepneva, regia Fabio Ceresa, direttore d’orchestra Nicola Marasco. Dopo Jesi, l’opera andrà in scena a Fermo e a Brindisi.

Il cartellone lirico jesino prosegue il 27 e 28 novembre con Il trovatore di Giuseppe Verdi, e con il dittico Pomme D’Api e Monsieur Choufleuri restera chez lui le… di Offenbach, il 18 e 19 dicembre con anteprima giovani il 17 dicembre.



Madama Butterfly di Giacomo Puccini, tragedia giapponese in due atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa dal dramma Madame Butterfly di David Belasco, inaugura venerdì 12 novembre alle ore 21 la 43ª stagione lirica di tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi. Repliche sabato 13 novembre alle ore 21 e domenica 14 novembre alle ore 16, con un’anteprima giovani riservata agli studenti che si terrà giovedì 11 novembre alle ore 16.

L’opera è frutto di una coproduzione tra la Fondazione Pergolesi Spontini, Teatro dell'Aquila di Fermo dove verrà rappresentata il 20 e 21 novembre, e Fondazione Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con recite il 4 e 5 dicembre, in collaborazione con Scuola dell’Opera di Bologna e Progetto Sipario. L’allestimento è della Fondazione del Teatro Comunale di Bologna.

Regia e direzione d’orchestra sono affidati a due giovani: Nicola Marasco alla guida dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, e Fabio Ceresa alla regia. Le scene sono di Giada Tiana Claudia Abiendi, i costumi di Massimo Carlotto, il Coro Lirico Marchigiano Bellini è diretto da Davide Crescenzi.


Protagonista nel ruolo di Cio-Cio-san è il soprano russo Liudmila Slepneva (12/14.11.), che si alterna alla giapponese Jasko Sako (13.11). Suzuki è Rosa Bove (12/14 nov) ed Elena Bresciani (13.11), Franklin Benjamin Pinkerton è Valter Borin (12/14.11) e Giuseppe Varano (13.11), il Console Sharpless è Marcello Rosiello (12/14.11) e il coreano Jootaek Kim (13.11). Nella compagnia di canto sono inoltre Miriam Artiaco (Kate Pinkerton), Paolo Cauteruccio / Roberto Jachini Virgili (Goro), Mattia Olivieri / Giampiero Cicino (Principe Yamadori e Commissario imperiale), Dario Russo (lo zio Bonzo), Roberto Gattei (Yakusidè), Alessandro Pucci (L’Ufficiale del registro), Mariangela Marini (La madre di Cio-cio-san), Marta Torbidoni (La zia), Inna Savchenko (La cugina). Il figlioletto di Butterfly è interpretato dal piccolo Nicholas Graham.


Il libretto scritto da Giuseppe Giacosa e Luigi Illica trae ispirazione dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long del 1898 e dall’omonimo dramma di David Belasco. Puccini vi lavorò dall'estate del 1901 al dicembre 1903, per andare in scena il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala di Milano. L’opera venne fischiata e costrinse il compositore a rimettere mano alla partitura, che venne finalmente applaudita il 28 maggio dello stesso anno al Teatro Grande di Brescia.


Sul palcoscenico jesino la parabola tragica di Butterfly, che da giovane fanciulla si trasforma ben presto in donna matura, scenicamente si traduce in un grande labirinto, dove la farfalla-Butterfly rimane imprigionata. Il forte cromatismo caratterizza l’intero spettacolo, a marcare in modo netto i sentimenti dei protagonisti. Spiega il regista Fabio Ceresa: “Cio Cio San e Pinkerton si trovano a incarnare gli opposti dello spirito e della materia. L’oceano pacifico che divide le due civiltà è il centro nevralgico del dramma: tutta l’incisività del testo nasce dal tentativo di attraversare il mare, di legare in un unico nodo due mondi che non potrebbero essere concettualmente più lontani”. La casa di Butterfly, al centro della scena, è “una sorta di tempio tradizionale giapponese circondato dall’acqua. Nel secondo atto, la struttura della casa si scompone per formare un canneto, un giardino incolto, sospeso. Nel terzo atto la struttura centrale, scarnificata, rimane da sola al centro dello spazio, completamente circondata dall’acqua, in una struggente solitudine che presagisce il suicidio finale”.



Il secondo titolo in cartellone, sabato 27 novembre ore 21 e domenica 28 novembre ore 16, è Il trovatore di Giuseppe Verdi, dramma in quattro parti di Salvatore Cammarano dal dramma El Trovador di Antonio Garcìa-Gutiérrez. L'opera è proposta in un allestimento di successo, quello di Ravenna Festival 2003, per una nuova coproduzione tra Fondazione Pergolesi Spontini, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro dell'Aquila di Fermo, Teatro Rendano di Cosenza, Teatro Comunale di Ferrara, Teatro di Pisa. Regia e ideazione scenica sono di Cristina Mazzavillani Muti, che propone una lettura moderna ma con continui riferimenti alla tradizione dell’opera, e l’uso di tecnologie multimediali innovative come l'applicazione dell'immagine virtuale e la spazializzazione sonora.


I costumi sono di Alessandro Lai, visual director è Paolo Micciché, immagini fotografiche di Enrico Fedrigoli, luci di Vincent Longuemare, progetto spazializzazione dei suoni a cura di Alvise Vidolin ripreso da BH Studio. Nicola Paszkovski dirige l’Orchestra giovanile “Luigi Cherubini”. Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza è diretto da Corrado Casati. Cantano Antonio Coriano / Piero Pretti (Manrico), Simge Büyükedes / Anna Kasyan (Leonora), Dario Solari / Alessandro Luongo (Conte di Luna), Anna Malavasi / Clara Calanna (Azucena), Deyan Vatchkov / Luca Dall’Amico (Ferrando), Laura Baldassari (Ines), Giorgio Trucco (Ruiz, e un messo).


L’azione è collocata in una terra di nessuno lunare e nebbiosa da dove emergono rugginosi ruderi industriali, ed in cui le immagini si sovrappongono in una stratificazione onirica di agitate visioni. Come in un racconto popolare tramandato oralmente, la vicenda si dipana in un tempo-senza-tempo che senza soluzione di continuità va dal 1400 ai giorni nostri. Spiega la regista Cristina Mazzavillani Muti: “Una zingara sul rogo, un bambino rapito e un altro, bruciato, per vendetta e per sbaglio; un amore grande, assoluto, e un altro rabbioso, non corrisposto; una donna-angelo pronta al sacrificio estremo; e due fratelli uniti dal sangue e dall'odio e dall'amore divisi; e una figlia e poi madre, zingara o strega, che ama e che odia; e duelli e battaglie e ancora il fuoco in cui leggere e confondere passato e futuro; e il destino per tutti implacabile, avverso. È qui, tra le pieghe di questa improbabile e caotica galleria di figure e di eventi che germoglia, implacabile anch'essa, l'efficacia del Trovatore”.



Il dittico Pomme D’Api e Monsieur Choufleuri restera chez lui le… di Jacques Offenbach, da sabato 18 dicembre ore 21 al Teatro Pergolesi, è proposto nell’allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini e della Fondazione del Teatro Comunale di Bologna in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Festival della Valle d’Itria - Centro Artistico Musicale Paolo Grassi, Fondazione Teatro Due di Parma, Scuola dell'Opera Italiana e lo IUAV di Venezia. Replica domenica 19 dicembre ore 16, anteprima giovani venerdì 17 dicembre ore 16.


Salvatore Percacciolo dirige l’Orchestra del Progetto Sipario, la regia è a cura di Stefania Panighini, scene Giada Tiana Claudia Abiendi e Lucia Ceccoli, costumi Massimo Carlotto e Manuel Pedretti. Nella compagnia di canto sono: per Pomme d’Api, Anna Maria Sarra (Catherine), Mattia Campetti (Rabastens) e Mattia Olivieri (Monsieur Choufleuri); per Monsieur Choufleuri restera chez lui le…, Anna Corvino (Ernestine), Francisco Brito (Babylas), Mattia Olivieri (Monsieur Choufleuri), Roberto Jachini Virgili (Petermann), Mert Songu (Balandard) e Inna Savchenko (Madame Balandard).


Offenbach – come spiega la regista Stefania Panighini – “era un musicista fortemente ancorato alla sua epoca. La sua musica era uno specchio deformante (ma neanche troppo) per chi sedeva in platea: una critica sottile ed ironica del bel mondo parigino di quegli anni, lanciata attraverso la musica”.


Ne è un chiaro esempio l’operetta in un atto Pomme D’Api composta su testi di Ludovic Halévy e William Busnach. L’operetta debuttò a Parigi nel 1873. La protagonista è una domestica, Caterina, soprannominata Pomme d’Api, al servizio dell’anziano e celibe Rabastens con un debole per il gentil sesso. Egli obbliga il nipote Gustave a rinunciare alla sua amata che, volere del caso, è proprio Caterina. Ne nasce una serie di equivoci che si scioglieranno con l’immancabile lieto fine.

Una graffiante satira sull’arrivismo borghese è Monsieur Choufleuri restera chez lui le…, operetta buffa su libretto del Duca de Morny (sotto lo pseudonimo di M.de St.Remy) a cui collaborarono anche Ludovic Halévy, Hector-Jonathan Crémieux e Erneste L’Élpine. L’operetta venne rappresentata per la prima volta in forma privata a Parigi il 31 maggio 1861 alla presenza di Napoleone III. La prima rappresentazione per il pubblico ebbe luogo al Théâtre des Bouffes Parisiens di Parigi il 14 Settembre 1861. Protagonista è Monsieur Cloufleuri, ricco “parvenu”, il quale invita la crème parigina a una serata musicale privata nel suo salotto borghese, arredato con pessimo gusto. Astri della serata i cantanti famosi Enrichetta Sontag, Giovanni Battista Rubini e Antonio Tamburini, tre star in carne ed ossa dell’opera italiana. I quali, però, si danno malati all’ultimo momento. La figlia di Cheufleuri, Ernestine, salva la serata impersonando la Sontag, con il suo innamorato Babylas nelle vesti di Rubini e Choufleuri travestito da Tamburini. L’inganno si rivela un successo: gli invitati sono impressionati dai grandi cantanti italiani e Choufleuri, per ringraziare il giovane innamorato, gli concede la mano della figlia.



La 43ª stagione lirica del Teatro Pergolesi di Jesi, organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini guidata dall’Amministratore Delegato William Graziosi e del Direttore Artistico Gianni Tangucci, gode del finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche (Assessorato Beni e Attività Culturali), della Provincia di Ancona, del sostegno dello sponsor principale Banca Marche, dei privati riuniti nel raggruppamento Art Venture (Gruppo Pieralisi, Leo Burnett Italia, Moncaro, New Holland-Gruppo Fiat, S.E.DA., Starcom Italia), della Camera di Commercio di Ancona e della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.





Biglietti:

MADAMA BUTTERFLY / IL TROVATORE

Platea. Intero: € 65 (Ridotto Coop e Banca Marche: € 60; gruppi: € 60)

Palchi Centrali – posti di parapetto. Intero: € 60 (Ridotto età: € 55; gruppi: € 55)

Palchi Centrali – posti dietro. Intero: € 50

Palchi Laterali – posti di parapetto. Intero: € 45 (Ridotto tessere: € 40; gruppi: € 40)

Palchi Laterali – posti dietro. Intero: € 25

Loggione. € 12

POMME D'API/MONSIEUR CHOUFLEURI RESTERA CHEZ LUI LE...

Platea. Intero: € 35 (Ridotto Coop e Banca Marche: € 30; gruppi: € 30)

Palchi Centrali – posti di parapetto. Intero: € 30 (Ridotto età: € 25; gruppi: € 25)

Palchi Centrali – posti dietro. Intero: € 25

Palchi Laterali – posti di parapetto. Intero: € 20 (Ridotto tessere: € 18; gruppi: € 18)

Palchi Laterali – posti dietro. Intero: € 15

Loggione. € 12



LAST MINUTE: da un'ora prima dell'inizio dello spettacolo tutti i biglietti ancora disponibili saranno venduti metà prezzo (loggione escluso)





INFORMAZIONI

Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi

Piazza della Repubblica, 9 – 60035 JESI (AN)

orario di apertura: dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30 – festivi e lunedì chiuso

tel. +39 0731 206888 +39 0731 206888 fax + 39 0731 224105

e-mail: biglietteria@fpsjesi.com

martedì 26 ottobre 2010

Jesi, 43esima stagione lirica di tradizione del Teatro Pergolesi


Madama Butterfly di Puccini, Il Trovatore di Verdi e due titoli inusuali, Pomme D’Api e Monsieur Choufleuri restera chez lui le… di Offenbach, per la 43ª stagione lirica di tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi in programma da venerdì 12 novembre a domenica 19 dicembre. Coproduzioni con Ravenna, Bologna, Fermo, Cosenza, Ferrara, Pisa, Brindisi



Madama Butterfly di Giacomo Puccini inaugura venerdì 12 novembre alle ore 21 la 43ª stagione lirica di tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi. Repliche sabato 13 novembre alle ore 21 e domenica 14 novembre alle ore 16, con un’anteprima giovani riservata agli studenti che si terrà giovedì 11 novembre alle ore 16.

La tragedia giapponese in due atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa dal dramma Madame Butterfly di David Belasco sarà proposta nell’allestimento della Fondazione del Teatro Comunale di Bologna in una coproduzione tra Fondazione Pergolesi Spontini, Teatro dell'Aquila di Fermo e Fondazione Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, in collaborazione con Scuola dell’Opera di Bologna ed il Progetto Sipario.



L’opera è diretta da Nicola Marasco sul podio dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana. La regia è di Fabio Ceresa, le scene di Giada Abiendi, i costumi di Massimo Carlotto. Il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” è diretto da Davide Crescenzi. Nella compagnia di canto, Ludmilla Slepneva / Jasuko Sako (Cio-Cio-San), Rosa Bove / Elena Bresciani (Suzuki), Giuseppe Varano / Valter Borin (Franklin Benjamin Pinkerton), Miriam Artiaco (Kate Pinkerton), Marcello Rosiello / Jootaek Kim (Sharpless), Paolo Cauteruccio / Roberto Jachini Virgili (Goro), Mattia Olivieri / Giampiero Cicino (Principe Yamadori e Commissario imperiale), Dario Russo (lo zio Bonzo).

Sul palcoscenico jesino la parabola tragica di Butterfly, che da giovane fanciulla si trasforma ben presto in donna matura, scenicamente si traduce in un grande labirinto, dove la farfalla-Butterfly rimane imprigionata. Il forte cromatismo caratterizza l’intero spettacolo, a marcare in modo netto i sentimenti dei protagonisti.



Il secondo titolo in cartellone, sabato 27 novembre ore 21 e domenica 28 novembre ore 16, sarà Il Trovatore di Giuseppe Verdi, dramma in quattro parti di Salvatore Cammarano dal dramma El Trovador di Antonio Garcìa-Gutiérrez. L'opera sarà proposta in un allestimento di grande successo, quello di Ravenna Festival 2003, per una nuova coproduzione tra Fondazione Pergolesi Spontini, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro dell'Aquila di Fermo, Teatro Rendano di Cosenza, Teatro Comunale di Ferrara, Teatro di Pisa.

Regia scene e costumi sono di Cristina Mazzavillani Muti, che propone una lettura moderna ma con continui riferimenti alla tradizione dell'opera, e l'uso di tecnologie multimediali innovative come l'applicazione dell'immagine virtuale e la spazializzazione sonora (visual director, Paolo Miccichè). Nicola Paszkovski dirige l’Orchestra giovanile “Luigi Cherubini”. Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza è diretto da Corrado Casati. Cantano Piero Pretti / Antonio Coriano (Manrico), Simge Büyükedes / Anna Kasjan (Leonora), Dario Solari / Alessandro Luongo (Conte di Luna), Anna Malavasi / Clara Calanna (Azucena), Luca Dall’Amico / Deyan Vatchkov (Ferrando), Laura Baldassari (Ines), Giorgio Trucco (Ruiz).



Il dittico Pomme D’Api e Monsieur Choufleuri restera chez lui le… di Offenbach, da sabato 18 dicembre al Teatro Pergolesi, è proposto nell’allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini e della Fondazione del Teatro Comunale di Bologna in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Teatro Rossini di Lugo, Festival della Valle d'Itria - centro Artistico Musicale Paolo Grassi, Fondazione Teatro Due di Parma, Scuola dell'Opera Italiana e lo IUAV di Venezia.

Salvatore Percacciolo dirige l’Orchestra del Progetto Sipario, la regia è a cura di Stefania Panighini, scene Lucia Ceccoli, costumi Manuel Pedretti. Nella compagnia di canto sono Anna Maria Sarra (Catherine), Mattia Campetti (Rabastens), Mattia Olivieri (Monsieur Choufleuri), Anna Corvino (Ernestine), Francisco Brito (Babylas), Chiara Amarù (Madame Balandard). Replica domenica 19 dicembre, anteprima giovani venerdì 17 dicembre.


L’operetta in un atto Pomme D’Api fu composta da Offenbach su testi di Ludovic Halévy e William Busnach, e debuttò a Parigi nel 1873. Monsieur Choufleuri è un’operetta buffa che Offenbach compone su libretto del Duca de Morny (sotto lo pseudonimo di M.de St.Remy) a cui collaborarono anche Ludovic Halévy, Hector-Jonathan Crémieux e Erneste L’Élpine. L’operetta venne rappresentata per la prima volta in forma privata a Parigi il 31 maggio 1861 alla presenza di Napoleone III. La prima rappresentazione per il pubblico ebbe luogo al Théâtre des Bouffes Parisiens di Parigi il 14 Settembre 1861.



La 43ª stagione lirica del Teatro Pergolesi di Jesi, organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini guidata dall’Amministratore Delegato William Graziosi e del Direttore Artistico Gianni Tangucci, gode del finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche (Assessorato Beni e Attività Culturali), della Provincia di Ancona, del sostegno dello sponsor principale Banca Marche, dei privati riuniti nel raggruppamento Art Venture (Gruppo Pieralisi, Leo Burnett Italia, Moncaro, New Holland-Gruppo Fiat, S.E.DA., Starcom Italia), della Camera di Commercio di Ancona e della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.





Biglietti: da 65 euro (platea) a 12 euro (loggione).

Info: tel. 0731-206888, www.fondazionepergolesispontini.com