lunedì 14 marzo 2016

Roberto Cicchinè: in|coscienza



 


Si inaugura sabato 19 marzo 2016 alle ore 18 presso la chiesa di San Vincenzo e Anastasio di Ascoli Piceno la mostra personale in|coscienza di Roberto Cicchinè, presentata dalla Galleria Marconi di Cupra Marittima e da Marche Centro d’Arte, a cura di Valentina Falcioni e con l’alto patrocinio del Comune, della Provincia e della Diocesi di Ascoli Piceno.
in|coscienza è il terzo appuntamento della rassegna Cosa c’è di nuovo oggi? che accompagnerà la Galleria Marconi durante la stagione espositiva 2015/2016. La chiesa di San Vincenzo e Anastasio si trova in Piazza Basso Ventidio ad Ascoli Piceno.
La mostra si conclude il 16 aprile 2016.



“Nell’antica platea inferior di Ascoli Piceno, la piazza che in epoca medievale ospitava il mercato manifatturiero della città, si erge la chiesa romanica dedicata ai santi Vincenzo e Anastasio. Roberto Cicchinè, artista che vive e lavora a Massignano (AP), ha intrapreso un dialogo profondo e complesso con questo ambiente sacro che dalla seconda metà del XIII sec. accoglie anche una cripta dedicata a San Silvestro. Una conoscenza capillare dell’animo umano fa di Roberto un interprete elegante dell’universo spirituale e sensibile. Il “linguaggio silenzioso” difatti è un esempio di comunicazione non verbale che l’artista marchigiano ha esaminato nel corso degli anni fino a renderlo oggetto principale della propria ricerca artistico-espressiva. Negli ultimi lavori, tuttavia, è iniziato a trapelare qualcosa di decadente, in bilico fra malinconia, insofferenza e bisogno di cambiamento. L’uomo è diventato un tempio da tutelare e allo stesso tempo un bozzolo pulsante, smanioso, pronto alla metamorfosi. L’ambiente sacro dedicato ai santi Vincenzo e Anastasio è divenuto il guscio entro il quale è maturato questo senso di rinnovamento che è stato immortalato da Cicchinè nella fase in cui la coscienza vaga fra timore e necessità, reticenza e consapevolezza. Si tratta di un percorso circolare che non ha direzione o orientamento, un circuito che evoca l’eternità, riflette l’ordine di una pace superiore e zittisce ogni intima forma di titubanza per accrescere il senso di armonia. Il titolo in|coscienza rivela proprio il momento in cui si rimane in bilico fra consapevolezza e istinto, quando il corpo è ancora fasciato dalla pellicola protettiva di una coscienza abitudinaria, ma i muscoli iniziano a fremere per liberarsi da quei preconcetti cristallizzati nel tempo. Descrive il dubbio, il lungo attimo di insofferenza e irrequietezza che inizia a traballare di fronte a un’intima contemplazione dell’Io in relazione all’infinito universo spirituale. Una serie di istallazioni concettualmente inanellate fra loro sembrano dialogare con quegli affreschi che in passato erano presenti nella cripta dedicata a San Silvestro, i quali celebravano proprio il potere della rigenerazione, l’unica in grado di guarire sia la carne che la mente da quel rigido dittatore che vive nell’Ego, il parassita che destabilizza l’autostima, riduce le capacità empatiche e fa vacillare i propri caratteri identitari.” (Valentina Falcioni)

“Non ricordo tutto quello che ho fatto in questi anni, ma ricordo bene tutti gli artisti con cui ho lavorato, il piacere delle discussioni sull’arte e sulla vita, il freddo di inverno e il caldo d’estate. La Galleria Marconi mi ha dato molto, un percorso umano e professionale ricco e avvincente, che si è incrociato strettamente con la mia vita, anche se non è tutta la mia vita. Penso agli affetti, alla famiglia, alla mia casa e a chi la frequenta. Penso di avere fatto molto, penso di avere ancora molto da dire e non voglio rinunciare a nulla di tutto questo. È con questo spirito che mi sono chiesto Cosa c’è di nuovo oggi? E adesso aspetto solo di avere la risposta.” (Franco Marconi)


in|coscienza di Roberto Cicchinè
A cura di Valentina Falcioni
Presentato da Marche Centro d’Arte e Galleria Marconi di Cupra Marittima

Dal 19 marzo al 16 aprile 2016
Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio
Piazza Ventidio Basso di Ascoli Piceno

Inaugurazione: sabato 19 marzo 2016 alle ore 18
Orari d’apertura: tutti i giorni dalle ore 16 alle 19
Ingresso libero

Con il patrocinio di Comune, Provincia e Settore Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi di Ascoli Piceno

Per info: vfalcioni@yahoo.it

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63064 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703


Ufficio Stampa Galleria Marconi: Dario Ciferri

venerdì 29 gennaio 2016

Gennaio è fatto per dormire




Nicola Caredda, Senzatitolo con futuro piombo, acrilico su tela, 2015, 112x85 cm


Giovanni Manunta Pastorello, Senza Titolo, acrilico su tela, 2015, 80x100 cm

Giuseppe Restano, CANDY CANDY, olio ssu tela, 2016, 160x160 cm

 
Sabato 6 febbraio la Galleria Marconi di Cupra Marittima presenta il terzo appuntamento di Cosa c’è di nuovo oggi?. Infatti alle ore 18.00 si inaugura Gennaio è fatto per dormire, collettiva di pittura che presenta le opere di Nicola Caredda, Giovanni Manunta Pastorello e Giuseppe Restano. La mostra, organizzata dalla Galleria Marconi e da Marche Centro d’Arte, è a cura di Dario Ciferri, che è anche autore del testo critico.

Gennaio è fatto per dormire è il terzo appuntamento della rassegna Cosa c’è di nuovo oggi? che accompagnerà la Galleria Marconi durante la stagione espositiva 2015/2016.
La Galleria Marconi si trova in c.so Vittorio Emanuele II n°70 a Cupra Marittima. La collettiva potrà essere visitata fino al 5 marzo 2016 con i seguenti orari: lunedì – sabato 16.30 - 19.30.

A proposito della collettiva il curatore Dario Ciferri dice: “Gennaio è fatto per dormire è un progetto che nasce come una sfida: mettere in dialogo tra loro tre pittori che rappresentano alcuni dei punti più alti della pittura italiana contemporanea. Lavorando alla mostra, mi sono via via reso conto che non si trattava di una collettiva, ma di una vera e propria tripla personale, con un gioco di contatti e di rimandi tra le voci dei tre. Quella che presentiamo è pittura nel senso più alto del termine, senza alcun tipo di preconcetti, in grado di assemblare, sintetizzare e comporre quanto secoli di arte hanno prodotto. Avanguardia? Sì. Astrattismo? Sì. Realismo? Figurativismo? Surrealismo? Sì. Gennaio è fatto per dormire offre insomma una visione fluida, in continuo divenire, in eterno ritorno. Caredda, Manunta e Restano sono allora tre segni di un contemporaneo consapevole della storia e della storia dell’arte. Ciascuno ha sviluppato un lavoro che colpisce subito l’immaginario e lo sa portare verso nuove prospettive, fondendo inquietudine e pop, ansia, e tradizione, gioia, rapidità creativa e cura per dettagli e particolari.
La mostra è nata come un percorso che si sarebbe dovuto concludere e concretizzare a gennaio, un mese complicato, lungo, freddo, un mese che segna nel profondo il resto dell’anno, un mese in cui è piacevole restare nel letto e prolungare il momento del sonno. Gennaio è fatto per dormire insomma ed è quindi stato logico proporre il progetto a febbraio”.

“Non ricordo tutto quello che ho fatto in questi anni, ma ricordo bene tutti gli artisti con cui ho lavorato, il piacere delle discussioni sull’arte e sulla vita, il freddo di inverno e il caldo d’estate. La Galleria Marconi mi ha dato molto, un percorso umano e professionale ricco e avvincente, che si è incrociato strettamente con la mia vita, anche se non è tutta la mia vita. Penso agli affetti, alla famiglia, alla mia casa e a chi la frequenta. Penso di avere fatto molto, penso di avere ancora molto da dire e non voglio rinunciare a nulla di tutto questo. È con questo spirito che mi sono chiesto Cosa c’è di nuovo oggi? E adesso aspetto solo di avere la risposta.” (Franco Marconi)



Nicola Caredda – Giovanni Manunta Pastorello – Giuseppe Restano
Gennaio è fatto per dormire

scheda tecnica/technical card

curatore/curator by Dario Ciferri
testo critico/art critic by Dario Ciferri

fotografia/photography Catia Panciera
allestimenti/preparation Pasquale Fanelli - Andrea Fontana

dal 6 febbraio al 6 marzo
from 6th February to 6th March
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 19.30
opening time: Mon-Sat 4 to 7.30 p.m.

Con il supporto di Ostello degli Artisti: http://www.appartamenti-cupramarittima.com

Info
Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63064 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703

mercoledì 9 dicembre 2015

No Evolution – Thessy Schoenholzer Nichols


Sabato 12 novembre, alle ore 19.00 il comune di Monsampolo del Tronto inaugura la mostra No Evolution – Parassiti e funghi all’interno del Museo della Cripta di Monsampolo del Tronto una mostra di merletti e fuselli realizzati da Thessy Schoenholzer Nichols. La mostra, organizzata dal Comune di Monsampolo del Tronto in collaborazione con Marche Centro d’Arte e Marche Experience, fa parte di una serie di eventi organizzati per la conclusione dei lavori di restauro del Convento di San Francesco e che si svolgeranno sempre il 12 dicembre a partire dalle ore 16.30.

La mostra No Evolution – Parassiti e funghi potrà essere visitata sino al 1 maggio 2016 secondo gli orari di apertura del Polo Museale, è prevista poi una apertura straordinaria nei giorni 12, 20, 26, 27 dicembre e 2, 3, 6, 10 gennaio dalle 16.00 alle 19.00

Per info e prenotazioni 3771500858

Le opere di Thessy Schoenholzer Nichols, che fanno parte di questo allestimento, sembrano create appositamente per il Museo della Cripta di Monsampolo del Tronto. I manufatti esposti riprendono le forme essenziali di parassiti e funghi che ci legano al passato perché non evoluti e sopravvissuti fino ai nostri giorni, rivelando bellezza di forme, resistenza e adattabilità ad ogni situazione. Dai suoi errori, dai risultati “sbagliati”, così come dalle imperfezioni dei tantissimi tessuti antichi che ha restaurato, Thessy ha capito dove doveva andare, qual era il “suo” merletto. È l’anomalia a rendere unici e liberi i suoi delicati pizzi di filo bianco: la trasparenza e la semplicità sono il perimetro entro cui dà vita a piccoli lavori realizzati incrociando e girando i fili sottilissimi, trasposizioni ingrandite di microrganismi, funghi e parassiti. Un mondo invisibile di esseri, spesso orrendi e bellissimi al tempo stesso, dai nomi minacciosi come “Phlebotomus” e “Demodex canis”.

Thessy Schoenholzer Nichols dopo gli studi in Svizzera, si trasferisce a New York City, dove lavora come restauratrice e conservatrice, nel 1985 si trasferisce a Firenze dove collabora con la Galleria del Costume e dove dal 1989 insegna design di moda e drappeggio al “Polimoda” e in altri istituti italiani. Come studiosa del tessile, nello specifico di costumi e merletti, ha pubblicato ricerche fatte presso collezioni italiane e straniere, contribuendo all’apprendimento e alla comprensione dei manufatti, oggetto di studio. Ha collaborato a manifestazioni dedicate all’arte tessile e ha partecipato a mostre nazionali e internazionali.