martedì 18 gennaio 2011

Teatro, “Non c’è tempo amore” con Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey a Treia e Porto Sant’Elpidio


Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey sono i protagonisti di Non c’è tempo amore commedia scritta e diretta da Lorenzo Gioielli, che con Edy Angelillo è fra gli interpreti, in scena giovedì 20 gennaio al Teatro Comunale di Treia e venerdì 21 al Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio nei cartelloni realizzati dai due Comuni e dall’Amat con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche



Non c’è tempo amore parla della generazione dei cinquantenni e descrive il sommesso rimpianto di una gioventù mai vissuta fino in fondo: una commedia brillante sul tema del sesso, del tradimento, dell'amore e di tutto quello che si è perduto e che nessuno può restituirci. Edoardo Massimi è un medico di mezz'età. Legge il pensiero. Per lui, scapolo ostinato, avere una relazione duratura è praticamente impossibile. Un suo vecchio amico, Rudy Sottile, va a farsi visitare perché sua moglie Gemma è convinta soffra di satiriasi (eccessivo appetito sessuale). Nel frattempo Edoardo incontra, casualmente, una donna di cui non riesce a leggere il pensiero. Sembra finalmente che abbia trovato l'amore ma lei rifiuta di sposarlo, gettandolo nello sconforto. Gemma, intanto, si occupa della sua sconsolata amica Nora, le cui intense ma sfortunate relazioni sentimentali si concludono, al massimo, dopo tre mesi. È proprio di Rudy l'idea di far incontrare il dottor Massimi e Nora ad una cena in casa propria sperando avviare una conoscenza fra i due. Ma la serata non andrà esattamente come previsto e svelerà molti segreti che cambieranno per sempre la vita dei quattro personaggi..



Non c’è tempo amore è realizzato da Sala Umberto Produzioni. Le scene e i costumi sono di Claudia Cosenza, il disegno luci di Luca Barbati.



Informazioni e biglietti. A Treia biglietteria del Teatro Comunale (piazza Arcangeli, 3 tel. 0733/217385 e Teatro Service 348/3417306); a Porto Sant’Elpidio, biglietteria del Teatro delle Api (via della Pace, 7, tel. 0734/6286586 o 0734/902107). Amat corso Mazzini n. 99 Ancona (tel. 071/2072439 www.amat.marche.it). Biglietti in vendita anche in tutte le biglietterie del circuito Amat Vivaticket (Ancona Amat, tel. 071/2072439; Ascoli Piceno biglietteria del Teatro Ventidio Basso tel. 0736/244970; Civitanova Marche biglietteria del Teatro Rossini tel. 0733/812936; Fermo, biglietteria del Teatro dell’Aquila tel. 0734/284295; Macerata, biglietteria dei Teatri tel. 0733/230735 e 0733/230508; Pesaro, Biglietteria Ufficio Informazioni Turistiche della Provincia di Pesaro Urbino tel. 0721/638882; Porto Recanati Pro Loco, tel. 071/7591872; Porto Sant’Elpidio, Eventi Culturali, tel. 0734/902107; San Benedetto del Tronto, Libreria La Bibliofila tel. 0735/587513). Biglietterie on line su www.amat.marche.it e www.vivaticket.it.

Inizio spettacoli a Treia ore 21,00, a Porto Sant’Elpidio ore 21,30.

Teatro, “Scene da un matrimonio” in scena a Loreto e a Tolentino


Il capolavoro di Ingmar Bergman Scene da un matrimonio, adattato per il teatro da Alessandro D’Alatri con protagonisti Daniele Pecci e Federica De Martino andrà in scena giovedì 20 gennaio al Palacongressi di Loreto e venerdì 21 al Cine Teatro Don Bosco di Tolentino, nelle stagioni realizzate dai due Comuni e dall’Amat con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche



«L'idea di riproporre sulla scena un progetto come questo, assente dalle scene italiane da molto tempo – scrive il regista Alessandro D’Alatri - è estremamente stimolante.

Intanto per il testo, divenuto icona della complessità delle relazioni matrimoniali, e poi il linguaggio che è "cinematografico" sin già dal titolo. È un testo che invita ad una rilettura di fatti e comportamenti in chiave contemporanea e contestualizzati alla nostra cultura.

Tutto è centrato sul rapporto tra un uomo e una donna, entrambi tra la gioventù e la piena maturità, che si confrontano sul quotidiano della convivenza. Nonostante alcune variazioni, i miei due personaggi restano in quel medesimo limbo sociale descritto da Bergman: una media borghesia, colta e progressista, che resta imprigionata nella propria ideologia "politically correct", con tutto lo sforzo e l'autocontrollo che i due sono costretti a mettere in campo nel cercare di essere "civili" nella crisi.

Non ci sono urla e grida, ma si cerca di trovare un equilibrio davanti all'ineluttabilità del danno. E in tutto questo diventa evidente l'aspetto ironico, già suggerito dal testo, dei nostri comportamenti "mediterranei"»



Informazioni e biglietti. Loreto Palacongressi, via San Francesco, biglietteria presso la Pro Loco tel. 071/977748. A Tolentino: Cine Teatro Don Bosco, via Trento e Trieste, biglietteria tel. 0733/972220 e Compagnia della Rancia tel. 0733/960059 – 199/446 162. Amat corso Mazzini n. 99 Ancona (tel. 071 2072439 www.amat.marche.it). Biglietti in vendita anche in tutte le biglietterie del circuito Amat Vivaticket (Ancona Amat, tel. 071/2072439; Ascoli Piceno biglietteria del Teatro Ventidio Basso tel. 0736/244970; Civitanova Marche biglietteria del Teatro Rossini tel. 0733/812936; Fermo, biglietteria del Teatro dell’Aquila tel. 0734/284295; Macerata, biglietteria dei Teatri tel. 0733/230735 e 0733/230508; Pesaro, Biglietteria Ufficio Informazioni Turistiche della Provincia di Pesaro Urbino tel. 0721/638882; Porto Recanati Pro Loco, tel. 071/7591872; Porto Sant’Elpidio, Eventi Culturali, tel. 0734/902107; San Benedetto del Tronto, Libreria La Bibliofila tel. 0735/587513). Biglietterie on line su www.amat.marche.it e www.vivaticket.it.

Inizio spettacoli ore 21,15.

Camerino, “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesselring per la regia di Sabrina Conocchioli


Venerdì 21 gennaio il Teatro Marchetti di Camerino ospita come spettacolo fuori abbonamento della stagione realizzata dal Comune di Camerino e dall’AMAT, Arsenico e vecchi merletti di Joseph Kesselring messo in scena dalla Compagnia Teatro all’Improvviso per la regia di Sabrina Conocchioli



Commedia amara, cinica ma assolutamente divertente, costruita secondo i perfetti meccanismi del plot della presentazione della sposa (o dello sposo) ai parenti e sul tema della solitudine nella vecchiaia. Se per quanto riguarda il plot, i meccanismi come abbiamo detto sono rispettati perfettamente (differenze socio-economiche; difficoltà di inserimento; scheletri nell’armadio), è sul tema della solitudine che la regista Sabrina Conocchioli interviene costruendo due perfette figure che s’illuminano di una tenerezza ambigua e dall’aria malsana. Lo spettacolo è un adattamento di una commedia di successo scritta da Joseph Kesselring dove la regista sceglie di far raccontare proprio da uno dei vecchietti assassinati la storia della famiglia, come in un inconsueto Flash-back.

Il famoso giornalista e critico teatrale Mortimer Brewster ha deciso di sposare la bionda Elaine Harper. Corso a casa delle due anziane zie, Martha e Abby, per dare la lieta notizia, scopre nella cassapanca vicino alla finestra il cadavere di un uomo. Domandando spiegazioni alle due anziane figure, Mortimer scopre che in cantina c’è un vero e proprio cimitero, con dodici cadaveri di anziani uomini soli, avvelenati dalle sue zie. A scavare le fosse è suo cugino, Teddy, che in realtà si crede il presidente Theodore Roosevelt. Mortimer, caduto nel panico, cerca di allontanare Elaine dalla casa e di risolvere la questione. La situazione precipita quando fa ritorno a casa il fratello di Mortimer, Jonathan, scomparso da diversi anni e delinquente rinomato. Con lui si presenta anche un finto dottore, in realtà suo complice, il cui compito è quello di far sparire un cadavere che entrambi hanno nella loro automobile. Una serie di equivoci fa precipitare ancor di più la situazione fino a che non arriva la responsabile del manicomio, chiamata da Mortimer. Jonathan viene arrestato, il finto medico se la dà a gambe levate, e Mortimer scopre di non essere un Brewster, ma forse di essere anche lui un pazzo come tutti gli altri.

Per informazioni e biglietti: Teatro Marchetti tel. 0737 636041.
Inizio spettacolo ore 21.15.

“Rumors” di Neil Simon in scena a Senigallia al Teatro del Portone


Equivoci, risate, pettegolezzi e ritmo indiavolato sono gli ingredienti di “Rumors”, commedia brillante del grande commediografo americano Neil Simon (autore di capolavori come “La strana coppia” e “A piedi nudi nel parco) in scena a Senigallia il 12 febbraio 2011 al Teatro del Portone



Uno sparo trasforma la festa di anniversario di matrimonio del vicesindaco di New York in un intricato mistero da risolvere per gli invitati, quattro coppie altolocate ed eleganti: chi ha sparato al padrone di casa? Che fine hanno fatto sua moglie e la servitù? E soprattutto, cosa sarà disposto a fare ognuno di loro per difendere la propria reputazione e i propri privilegi di fronte al possibile scandalo?



Satira divertita ma feroce contro il perbenismo e la vuota apparenza della upper class statunitense, “Rumors” è una commedia scritta nel 1988 che per scelte di regia viene invece collocata nella prima metà degli anni Sessanta, decennio evocativo e colorato che forse più di ogni altro ha visto contrapporsi conformismo e voglia di evasione.



Con la regia esperta di Luigi Sfredda, l’Associazione Teatrale “Teatro X Caso” di Ancona ha riunito dieci attori provenienti da esperienze e compagnie diverse: Fausta Ascoli, Bruno Santochirico, Alessandra Petinari, Maurizio Sabbatini, Annarita Costantini, Massimo Gemini, Angela Ursi, Gianluca Egidi, Laura De Angelis, Javier Caprio.



Coreografie: Gianluca Lanfrè; Assistente alla regia: Angela Ursi; Coordinamento: Annarita Costantini; Scenografie: Massimo Gemini e Teatro X Caso.



Con il patrocinio del Comune di Senigallia – Assessorato alla Cultura, si va in scena il 12 febbraio 2011 alle ore 21,15 presso il Teatro Portone in Piazzale della Vittoria 22/b a Senigallia.



Posto unico Euro 8,00.



Per informazioni: 338/4904507 oppure 333/2529468.

Teatro, “Die Panne” in scena a Osimo e San Benedetto


Die Panne, ovvero la notte più bella mia vita con Gian Marco Tognazzi e Bruno Armando sarà in scena martedì 18 gennaio al Teatro La Nuova Fenice di Osimo e mercoledì 19 gennaio al Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto. Le stagioni sono realizzate dall’AMAT con i rispettivi Comuni, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Marche



Sono in scena con Tognazzi e Armando anche Giovanni Bignamini, Franz Cantalupo, Lydia Giordano e Lombardo Fornara. L’adattamento del testo, tradotto da Italo Alighiero Chiusano, è di Edoardo Erba, la regia di Armando Pugliese.

Le scene sono di Andrea Taddei, i costumi di Silvia Polidori, il disegno luci di Angelo Ugazzi. Lo spettacolo è prodotto da Indie Occidentali/Neraonda.



La panne. Una storia ancora possibile (1956) è uno dei romanzi più significativi del drammaturgo svizzero Friedrich Dürrenmatt. Il tema è il conflitto dell'individuo con un mondo intimo, mostruoso, ignoto e comune a tutti noi.

In teatro, il testo assume contemporaneamente i toni cangianti del leggero, del comico, dell'angosciante, del tragico e coinvolge lo spettatore nello stesso modo in cui cattura il protagonista.

Un banale incidente, l'auto in panne, costringe Alfredo Traps, rappresentante di tessuti, ad una sosta indesiderata. Cercando aiuto, trova ospitalità a casa di un vecchio giudice che, in compagnia di due amici, un pubblico ministero e un avvocato in pensione, lo coinvolge nel loro passatempo: ricelebrare importanti processi come quelli a Socrate, a Gesù, a Federico di Prussia. Ben presto Traps si ritrova imputato e, in un'atmosfera sempre più inquietante, il gioco acquista un risvolto inaspettato. Si scopre che Traps, divenuto l'amante della giovane moglie del suo principale, di questo aveva provocato involontariamente la morte. Il delitto di Traps è, tuttavia, frutto di una mente assolutamente innocente e inconsapevole: la sua cattiveria è originaria e, come tale, esente da sensi di colpa a meno che qualcuno non faccia emergere i ricordi dalle nebbie del passato. Raccontando le proprie vicende Traps si trova di fronte alla prova della colpevolezza e si auto-infligge la condanna a morte che, per gioco, gli era stata comminata. Per Dürrenmatt siamo tutti colpevoli e il racconto ne è soltanto la dimostrazione attraverso il paradosso.



Lo spettacolo tornerà per una replica al Teatro Comunale di Treia sabato 12 marzo.



Informazioni e prevendite: Osimo, biglietteria del teatro La Nuova Fenice (tel. 071/7231797) aperta il giorno precedente lo spettacolo (orario 17 – 20) e il giorno di rappresentazione dalle ore 17. San Benedetto del Tronto libreria La Bibliofila (via Ugo Bassi, 38 tel. 0735/587513), Ufficio Cultura del Comune di (tel. 0735/794438 e 0735/794460) e biglietteria del Teatro Concordia aperta dalle ore 19,30. Amat tel. 071 2072439 – 071 2075880 www.amat.marche.it e biglietterie del circuito Amat Vivaticket (Ancona Amat, tel. 071/2072439; Ascoli Piceno biglietteria del Teatro Ventidio Basso tel. 0736/244970; Civitanova Marche biglietteria del Teatro Rossini tel. 0733/812936; Fermo, biglietteria del Teatro dell’Aquila tel. 0734/284295; Macerata, biglietteria dei Teatri tel. 0733/230735 0733/230508; Pesaro, biglietteria Amat all’Ufficio Informazioni Turistiche della Provincia di Pesaro Urbino tel. 0721/638882; Porto Recanati Pro Loco, tel. 071/7591872; Porto Sant’Elpidio, Società Eventi Culturali, tel. 0734/902107; San Benedetto del Tronto, Libreria La Bibliofila tel. 0735/587513). On-line sul sito www.vivaticket.it.

Informazioni. Inizio spettacolo ore 21,00.

lunedì 17 gennaio 2011

Cupra Marittima, le tre collettive “Naturacultura” alla Galleria Marconi


La Galleria Marconi e l'Amministrazione Comunale di Cupra Marittima (Assessorato alla Cultura) domenica 23 gennaio alle 18.00 presentano Naturacultura, un percorso in tre collettive che vuole porre l'attenzione al controverso ed affascinante rapporto tra natura e cultura. La mostra termina il 20 febbraio 2011



La prima mostra propone i lavori di Roberto Cicchinè, Paolo Consorti, Armando Fanelli, Giovanni Manunta Pastorello, Josephine Sassu e Gabriele Silvi, a curare l'evento e i testi della collettiva è Dario Ciferri.



Naturacultura è il terzo appuntamento della rassegna Troppo! (La Galleria Marconi esagera), ed è un invito a riflettere sul futuro della nostra specie, del nostro mondo e del nostro stile di vita. L'arte osserva la contemporaneità e dà voce e forma a speranze, paure, inquietudini e sogni.

Lo sguardo di Naturacultura a tratti è limpido e a tratti onirico, non esiste un percorso unico né una verità assoluta, bensì mille percorsi possibili per ricreare un rapporto di rispetto e un domani sul nostro pianeta, che è anche l'unico che abbiamo a disposizione.



“Le civiltà antiche consideravano la terra come madre, la natura era vista come portatrice di ricchezza e prosperità, fornitrice di messi e cibo. L'umanità ha sempre guardato con nostalgia al ritorno a una mitica età dell'oro in cui la terra elargisca le sue ricchezze senza che l'uomo debba lavorare. Eppure a questa visione idilliaca si è da sempre accostata anche una visione della natura come forza incontrollabile e irrazionale, capricciosa e crudele. L'essere umano da sempre ha lottato con la natura e cercato di asservirla alle sue necessità.

Natura e cultura si avvicinano e distanziano continuamente, è un rapporto profondo e radicale, l'arte ha attinto e attinge al concetto naturale in modo costante. L'idea di natura non può essere intesa solo come ambiente naturale, perché va a toccare molteplici aspetti, dall'animo umano al cosmo, dall'ecosistema alla vita e alla sofferenza che gli essere viventi subiscono e fanno subire.

L'essere umano fa parte di questo complesso intreccio, non può dominare la natura né subirla passivamente. È nella ricerca di un equilibrio con la madre terra che si esplicita la possibilità della vita per l'uomo e per tutte le altre creature che con lui condividono l'universo. Naturacultura racconta tutto questo attraverso i diversi linguaggi dell'arte e i percorsi di ricerca degli artisti che espongono”. (Dario Ciferri)



«[...] che la natura del mondo non è stata per nulla disposta

dal volere divino per noi: di così grande difetto essa è dotata.

In primo luogo, di quanto copre l'ampia distesa del cielo,

una grande parte è occupata da monti e selve

dominio di belve, la posseggono rupi e deserte paludi

e il mare che vastamente disgiunge le rive delle terre.

Inoltre, quasi due terzi il bruciante calore

e l'assiduo cadere del gelo li tolgono ai mortali.

Ciò che resta di terra coltivabile, la natura con la propria forza

lo coprirebbe tuttavia di rovi, se non le resistesse la forza dell'uomo,

per i bisogni della vita avvezzo a gemere sul robusto

bidente e a solcare la terra cacciandovi a fondo l'aratro».

(Tito Lucrezio Caro De rerum natura – Libro V)



Una nuova rassegna per il sedicesimo anno di attività, in una Galleria Marconi rinnovata nella forma ma fortemente radicata nella sostanza del proprio percorso di ricerca, già questo sembrerebbe Troppo. Ma non ci può bastare. La speranza è lavorare ancora con la coerenza, la testardaggine e la voglia di crescere, restando sempre al passo con i tempi, cogliendo idee e mutamenti della nostra epoca, e anche questo sembrerebbe Troppo. Non c’è arroganza, né immodestia, ma la rassegna 2010 2011 si intitola proprio Troppo (la Galleria Marconi esagera), perché in un mondo dove la crisi è presente e tocca purtroppo la vita di milioni di persone, dove tutti noi siamo sottoposti a tagli e a restrizioni dei diritti fondamentali, abbiamo avvertito il desiderio di debordare, non solo fisicamente.



Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galleriamarconi@vodafone.it
web http://www.siscom.it/marconi

Urbino, Caravaggio e Barrocci: capolavori a confronto


Fino al 30 gennaio 2011, nella Sala dei Banchetti di Palazzo Ducale, viene esposto il San Francesco in meditazione di Caravaggio già nella Chiesa di San Pietro a Carpineto Romano, oggi depositato nella Galleria Nazionale di Palazzo Barberini a Roma e la versione del medesimo soggetto nella Chiesa della Concezione dei Cappuccini di Via Veneto (entrambi proprietà del Ministero dell’Interno Fondo Edifici di Culto)



La presenza ad Urbino di questi due incunaboli della pittura secentesca, oltre a proporsi come momento di studio dei gradi di autografia caravaggesca —ampiamente discussa in passato dalla critica specialistica- offre lo spunto per un confronto incrociato con il grande contemporaneo urbinate di Caravaggio, e cioè Federico Barocci, ancor lui alle prese con temi francescani.

Dunque Caravaggio a confronto con sè medesimo. Caravaggio autografo —nel dipinto di Carpineto- Caravaggio spurio o alle prese con un valente “falsario” contemporaneo che gli fa’ il verso —nel dipinto della Concezione- che comunque alcuni studiosi ancora ritengono autentico e ancor questo di mano del grande fuoriclasse della pittura moderna.

Barocci dal canto suo, più ancorato alla tradizione, re-inventa comunque un tema caro alla pittura di Controriforma e si cimenta tanto con l’Invenzione delle Stimmate (come vuole una recente, affascinante lettura di Chiara Frugoni) già nella Chiesa dei Cappuccini d’Urbino, che con il Perdono di Assisi, il grande quadro per i Francescani d’Urbino di cui il Palazzo Ducale conserva il vivacissimo bozzetto dei colori realizzato a preparazione della pala chiesastica.

Una mostra ‘piccola’ ma di capolavori eccellenti, che non mancherà di sollecitare curiosità e reazioni positive. Uno spaccato breve ma intenso sulla pittura fra Cinque e Seicento che, d Urbino e nelle Marche attende di essere riscoperta tanto nei suoi valori locali quanto nelle componenti che affacciano sulla grande arte europea del barocco.

L’evento e reso possibile dal Ministero dell’Interno, Fondo Edifici di Culto, che ha prestato le opere di Carpineto Romano e della Chiesa dei Cappuccini di Roma, nonché dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Mussale della città di Roma, quindi con il fattivo apporto e contributo di GEBART S.pA., concessionaria dei Servizi Aggiuntivi della Soprintendenza d’Urbino.


Informazioni:
Palazzo Ducale
Piazza Rinascimento – Urbino
Tel: 0722 2760
Fax: 0722 4427
sbsae-mar@beniculturali.it